Certificati bianchi: uno schema complesso

labirinto risolto

Lo schema dei certificati bianchi (alias titoli di efficienza o TEE) è caratterizzato da complessità proprie di un sistema di obbligo unito a un mercato di compravendita dei titoli necessari per conseguire l’obbligo stesso, per cui risulta più difficile e sfidante da gestire rispetto a meccanismi di supporto più semplici. Sebbene i risparmi energetici generati nell’ambito del meccanismo siano consistenti (oltre 27 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio cumulate dal 2005), le magagne non sono dunque mancate e – complici un’aggiornamento delle linee guida non tempestivo, alcuni errori di gestione e l’atteggiamento truffaldino di alcuni operatori – si è finiti in una situazione critica. Produzione di TEE insufficiente, risparmi annui in calo, prezzi dei certificati e costi del sistema cresciuti i sintomi della malattia. Possiamo uscirne?

Di seguito alcune considerazioni sul tema, di cui ho parlato alla conferenza annuale FIRE sui certificati bianchi.

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Certificati bianchi: un’analisi sullo schema

analisi sui tee per trimestrale enea

Il mercato dei titoli di efficienza energetica (TEE o certificati bianchi) è salito all’attenzione delle cronache di settore negli ultimi due anni, in particolare per l’impennata dei prezzi del mercato, più che triplicati a inizio 2018 rispetto al 2015. L’incremento dei prezzi ha avuto un impatto al momento ancora contenuto sulla bolletta, ma in prospettiva preoccupante in termini di oneri a carico del consumatore finale. Ne è derivato un dibattito sull’effettiva sostenibilità economica dello schema, e il Mise è intervenuto con un decreto correttivo pubblicato a luglio 2018, alla cui efficacia sembrerebbe legato il futuro dello schema. È utile dunque analizzare gli elementi che hanno portato a fase di crisi un meccanismo fino a un paio di anni fa ritenuto estremamente virtuoso.

Pubblicato sull’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’ENEA. Continue reading →

TEE, con il decreto correttivo misure per navigare senza naufragare

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È stato pubblicato l’11 luglio in Gazzetta ufficiale il D.M. 10 maggio 2018, che introduce le modifiche alle linee guida sui certificati bianchi pubblicate lo scorso anno, necessarie per fare fronte al tumultuoso aumento dei prezzi del mercato e alla crisi dell’offerta, aggravata dal fenomeno delle truffe sui progetti standardizzati. Di seguito le novità e alcune considerazioni.

Il 2017 resterà alla storia come un anno nero per il principale schema dedicato al supporto dell’efficienza energetica. Già le regole introdotte dal D.M. 11 gennaio 2017 apparivano estremamente restrittive sul fronte dell’addizionalità (ossia la quota di risparmi che non si sarebbero ottenuti nello scenario business as usual), dell’individuazione dei consumi energetici di riferimento e dei progetti ammissibili. Elementi che facevano presagire difficoltà nel generare TEE su nuovi progetti. Il tutto in un quadro già segnato da un mercato corto e da un obbligo effettivo praticamente raddoppiato dai 5,8 milioni di TEE residuali legati ai mancati adempimenti degli anni precedenti. Continue reading →

Certificati bianchi: linee guida, risultati, proposte

I certificati bianchi rappresentano il principale schema di promozione dell’efficienza energetica nel nostro Paese. Avendo compiuto 12 anni sono però nel pieno dell’adolescenza e dunque soffrono dei tipici problemi di questa fase della crescita. Infatti, mentre la Strategia energetica nazionale (SEN) appena presentata dai Ministri dello sviluppo economico e dell’ambiente ne conferma il ruolo, in special modo per l’industria, e parla di “potenziamento e semplificazione”, il GSE comunica a KeyEnergy che si sta ragionando su un nuovo meccanismo basato su aste. Intanto lo schema è affetto da truffe di dimensioni incredibili (si indaga su oltre 100 milioni di indebiti profitti), certificati bianchi sono bloccati da mesi per la questione dei certificati antimafia (tutti collegati a illeciti?), le nuove schede standard continuano a non essere pubblicate, aumentano le perplessità degli operatori sulla presentazione di nuovi progetti, e i prezzi di mercato volano ai massimi storici. 

Di seguito tratto il tema riportando le osservazioni sintetiche presentate da FIRE nell’ambito dell’Osservatorio dell’AEEGSI sull’efficienza energetica e l’ampia presentazione illustrata al tradizionale convegno FIRE di KeyEnergy a Rimini, ricca di dati.

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I certificati bianchi e la coperta di Linus

Fare ragionamenti sull’andamento dei prezzi di mercato dei certificati bianchi è difficile. Certo il mercato è stato corto negli ultimi anni, ma l’aumento dei prezzi è difficilmente ascrivibile al semplice rapporto domanda-offerta. Le regole su cui è basato fanno infatti sì che i prezzi possano salire senza un legame diretto con la disponibilità di titoli rispetto alla richiesta, per la mancanza dei freni inibitori che caratterizzano altri mercati. Ciò rende difficile fare previsioni su quanto accadrà. Di seguito qualche considerazione al riguardo. 

Lo schema dei certificati bianchi ha prodotto dal 2005 al 2016 circa 24 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep) cumulate e 42 milioni di certificati bianchi (o TEE). I due numeri non coincidono per via del coefficiente moltiplicativo tau, che consente di conteggiare anche una parte dei risparmi futuri per progetti con vita utile superiore ai cinque anni.  A questi vanno aggiunti i TEE per la cogenerazione ad alto rendimento (CAR) che corrispondono a circa 2,2 milioni di TEE cumulati (in questo caso con corrispondenza fra i tep e i titoli).

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