Caro energia: non solo fotovoltaico

Si tratta della registrazione di una presentazione tenuta lo scorso luglio, ma sempre attuale, come introduzione a un webinar dedicato al fotovoltaico. Lo scopo è mostrare come per rispondere al caro bollette alle imprese non basti il fotovoltaico, ma occorra una strategia globale sull’energia. L’efficienza energetica, unita alla produzione da rinnovabili, offre l’opportunità di ridurre costi e rischi, e di contribuire al processo di riduzione delle emissioni di CO2. Dunque un beneficio energetico, economico, ambientale e di sostenibilità in linea con le esigenze delle imprese che vogliano essere competitive nel futuro.

Di seguito il video della presentazione tenuta nell’ambito di un webinar organizzato da Noi Techpark.

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Monitoraggio dei consumi energetici

misura e monitoraggio

Per individuare le opportunità di risparmio energetico e di efficientamento dei processi produttivi e dei servizi di un edificio, il monitoraggio dei consumi energetici è uno strumento fondamentale. In questo articolo, scritto per la Camera di commercio di Bolzano, affronto il tema del monitoraggio per i processi produttivi. L’aspetto più importante è che investire in un buon sistema di monitoraggio, espandendolo nel tempo, consente di ottenere molteplici benefici alle imprese e agli enti, non solo energetici.

In questa fase caratterizzata da prezzi dell’energia cresciuti di 3-4 volte rispetto al passato (o anche di più a seconda dei contratti in essere e del mix di combustibili), molte imprese hanno drammaticamente compreso come l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili sono interventi fondamentali non solo nell’ottica della decarbonizzazione. La buona notizia è che c’è quasi sempre una grande quantità di energia che si può risparmiare con interventi di semplice regolazione e di ottimizzazione o comunque dai tempi di ritorno molto brevi. Per cogliere questa opportunità, prima ancora di una diagnosi energetica, risulta fondamentale avere a disposizione un sistema di monitoraggio.

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Tagliare la bolletta con i contratti EPC

contratto EPC immagine (c) FIRE

I contratti di energy performance, che prevedono l’offerta di un servizio energetico con garanzia dei risultati sulle prestazioni e canone ad esse collegato, sono utile strumento per fare fronte al caro energia. In questo articolo, scritto per la Camera di commercio di Bolzano, vediamo come tagliare la bolletta con i contratti EPC.

In questo decennio sono previsti forti investimenti in efficienza energetica e rinnovabili da parte delle imprese, sia per la decarbonizzazione, sia, in particolare in questa fase di prezzi senza controllo, per ridurre le bollette e, in diversi casi purtroppo, continuare a produrre. 

Esistono diversi strumenti e risorse che possono aiutare le imprese ad individuare gli interventi da realizzare: 

  • la nomina di un energy manager (un dirigente interno per organizzazioni medio-grandi, un consulente per le imprese di taglia medio-piccola);
  • un sistema di monitoraggio per tenere sotto controllo i principali indicatori di prestazione energetica e ottimizzare i consumi, gli acquisti e la produzione di energia;
  • una diagnosi energetica per fotografare la situazione dei consumi energetici e ottenere una matrice di azioni realizzabili; 
  • un sistema di gestione dell’energia per inquadrare la gestione dell’energia in una strategia di medio-lungo termine e conseguire i risultati migliori.
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Politiche per riqualificare gli edifici

mappa comunità energetiche

Si è parlato della nuova direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici e di opportunità di intervento al convegno sulle politiche per riqualificare gli edifici organizzato da FIRE in collaborazione con GBC Italia e il Coordinamento FREE. L’obiettivo è promuovere un piano di ristrutturazione ampio per gli immobili. Una grande opportunità di investimento per rilanciare il settore delle costruzioni, migliorare i nostri immobili sotto il profilo energetico, ambientale, della sicurezza e della salubrità. Nella mia presentazione parlo delle politiche esistenti per la riqualificazione degli edifici e delle modifiche in discussione a livello comunitario.

Negli ultimi giorni si è molto dibattuto, come al solito anche a sproposito, della proposta di modifica della direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici in discussione a Bruxelles. In particolare ha destato dibattiti accesi la previsione di riqualificare obbligatoriamente tutti gli immobili – a parte alcune eccezioni – entro il 2030 in classe E ed entro il 2033 in classe D. Si passa da chi ha dipinto ciò come una patrimoniale, il che non ha senso, trattandosi di investimenti che oggi possono avere un tempo di ritorno inferiore ai dieci anni con gli incentivi disponibili. D’altra parte nel nostro Paese, caratterizzato da fasce climatiche molto diverse e un parco edifici che spazia da quelli medievali a quelli realizzati fra gli anni Sessanta e Settanta, non prevedere esenzioni per gli edifici in zona climatica A, B e C e per quelli antichi, seppur non di pregio storico-architettonico, non avrebbe senso.

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Diamo spazio all’efficienza energetica

FIRE energy efficiency first

L’uso razionale dell’energia merita decisamente più attenzione, pena l’impossibilità di ottenere un’inversione apprezzabile delle emissioni di CO2 nel breve termine, nonché la difficoltà di conseguire quella riduzione della domanda energetica che sola può offrire una risposta strutturale al caro energia. In questo articolo, pubblicato sulla rivista Qualenergia di settembre-ottobre 2022, cerco di illustrare come dare spazio all’efficienza energetica. Sì, sono un po’ in ritardo, ma lo scorso anno ho fatto fatica a stare dietro al mio blog. Quanto scritto rimane valido, e può essere visto come un’espansione dell’articolo sui suggerimenti al governo pubblicato su Gestione Energia per Natale. Buona lettura!

Per anni ho cercato, attraverso le iniziative condotte con FIRE, di sensibilizzare la politica e le imprese (queste con maggiore successo) sull’importanza di usare bene l’energia per svariati motivi. Quelli ambientali, certo, come la mitigazione del cambiamento climatico e la riduzione dell’inquinamento. Ma anche quelli economici, in un quadro che avrebbe necessariamente portato a un aumento dei prezzi e favorito le imprese e gli enti capaci di investire in questo ambito e nella creazione di prodotti e servizi a impatto energetico e ambientale ridotto. 

D’altra parte, l’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) nei suoi scenari ha sempre individuato nell’uso razionale dell’energia l’unica risposta al tema della decarbonizzazione dell’economia (in parole più semplici, anche se meno corrette, della riduzione della CO2). Tema che i continui eventi climatici avversi hanno mantenuto in primo piano nonostante il costo alle stelle di gas ed elettricità. A tale proposito, nel rapporto Net zero by 2050 la IEA ha evidenziato la necessità di cambiare passo: trova infatti un ruolo crescente e fondamentale la riduzione delle emissioni legata al cambiamento degli stili di vita e dei modelli di business insieme all’efficienza energetica da sostituzione tecnologica e all’adozione di fonti rinnovabili. 

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