L’energia per le piscine: conviene usarla meglio

La pubblicazione di un articolo sulla rivista Sport e Impianti – che cita il secondo rapporto sul tema dell’uso dell’energia e dell’acqua nelle strutture dotate di piscina realizzato da FIRE in collaborazione con Forum Piscine e Congepi – mi offre l’occasione per fare qualche considerazione sulla gestione dell’energia negli impianti sportivi. 
P.S. L’immagine di copertina generata dall’IA stavolta contiene un elemento interessante… È un’esperienza di allenamento che personalmente non ho mai provato…

I gestori di piscine si trovano oggi ad affrontare nuove sfide. L’aumento dei costi energetici e gestionali si somma a un contesto demografico e sociale in cambiamento. Le stime al 2050 indicano una popolazione italiana inferiore ai 50 milioni di abitanti, con una quota significativa sopra i 60 anni. Il 70% circa dei gestori ritiene che questa evoluzione avrà un impatto significativo o molto significativo sull’attività.

L’obiettivo dell’indagine è offrire ai decisori pubblici e ai gestori un quadro aggiornato sui consumi energetici e idrici degli impianti natatori, sulle criticità emergenti e sulle opportunità di intervento, anche in relazione alla digitalizzazione e all’evoluzione del core business. 

All’indagine hanno risposto 108 gestori, di cui 56 in modo completo per un totale di 106 strutture rappresentate. Molti operatori gestiscono infatti più impianti: la media supera le due strutture per gestore e una quota significativa ne amministra più di cinque. Dal punto di vista geografico, il campione è fortemente concentrato al Nord (circa l’87%), con una presenza limitata del Centro e assente del Sud. Il dato non pretende dunque una rappresentatività statistica nazionale piena, ma offre indicazioni comunque significative per il settore.

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EPC e servizi energetici per investire nell’efficienza energetica

EPC e servizi energetici offrono consentono di mobilitare efficacemente capitali privati e pubblici per riqualificare edifici e processi. Ne ho parlato alla conferenza FIRE Servizi energetici: modelli, contratti e misura e verifica delle prestazioni tenutasi recentemente a Bologna.

L’efficienza energetica non è solo un mezzo per ridurre i costi in bolletta, ma rappresenta una leva strategica per migliorare l’uso delle risorse, ridurre le emissioni climalteranti, aumentare comfort e sicurezza, e garantire una maggiore affidabilità dei servizi. Una molteplicità di benefici che rende l’uso razionale dell’energia una scelta conveniente sotto molti punti di vista.

Tuttavia, perché i risultati attesi si concretizzino, non è sufficiente affidarsi a tecnologie più performanti: occorre anche saperle regolare e gestire correttamente. In caso contrario, le prestazioni ottenute rischiano di essere ben lontane da quelle potenziali.

La consapevolezza dei vantaggi legati all’efficienza energetica è in crescita, così come l’interesse verso strumenti utili a ridurre l’esposizione ai costi energetici. Ma restano barriere concrete – informative, operative, organizzative e finanziarie – che limitano la capacità di azione, soprattutto nel mondo delle PMI e nei condomìni. Spesso manca il tempo per approfondire, si percepisce una complessità eccessiva, si teme di sbagliare, o semplicemente non si hanno le risorse per agire.

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Sanità ed energia

Visto che la sanità è spesso al centro dell’attenzione – vuoi in relazione alle cifre messe a disposizione del settore dalla manovra di bilancio, o ai malfunzionamenti o, ahimè, ad atti riprovevoli di violenza –, provo a parlarne dal punto di vista energetico. Pubblicato sulla rivista Panorama della Sanità di luglio.
Un articolo a parte lo meriterebbe l’immagine generata dall’IA rispetto alla richiesta di un “ospedale energicamente efficiente”. La pala eolica installata sul porticato di ingresso con l’area di rotazione a sfiorare la struttura e il fotovoltaico all’ombra sono due chicche, per cui l’ho lasciata a dispetto dell’apparenza grottesca. Spero vivamente che ingegneri e architetti continuino a non fidarsi troppo di questi strumenti.

La spesa sanitaria si è attestata a 131 miliardi di euro nel 2023, ossia il 6,3% del PIL. La parte dei costi riferiti all’energia non è nota per lo stesso anno, ma nel 2022, secondo i dati di Agenas, si era arrivati al record di 3,2 miliardi di euro, partendo da valori nell’ordine di 1,5 miliardi di euro degli anni precedenti, comunque rilevanti e superiori a un punto percentuale della spesa del settore. Il 50% circa di questa spesa è associata alle utenze elettriche e il 37% al riscaldamento, le due voci di spesa principali.

L’analisi dei dati delle nomine degli energy manager tratti dal Rapporto sugli energy manager 2024 – che la FIRE ha presentato l’1 luglio in un webinar con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) – mostrano un’energia gestita dalle organizzazioni riconducibili alla sanità di 0,8 milioni di tonnellate di petrolio, circa il 1% del totale. I consumi energetici sono collegati per il 54% all’elettricità, per il 36% al gas naturale, per il 7% al teleriscaldamento e per il 2% al gasolio. Questa suddivisione è importante per comprendere il potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra, conseguibile sia attraverso l’efficienza energetica e la produzione da rinnovabili, sia mediante un’ulteriore elettrificazione delle utenze per la climatizzazione invernale ed estiva.

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Tagliare la bolletta con i contratti EPC

contratto EPC immagine (c) FIRE

I contratti di energy performance, che prevedono l’offerta di un servizio energetico con garanzia dei risultati sulle prestazioni e canone ad esse collegato, sono utile strumento per fare fronte al caro energia. In questo articolo, scritto per la Camera di commercio di Bolzano, vediamo come tagliare la bolletta con i contratti EPC.

In questo decennio sono previsti forti investimenti in efficienza energetica e rinnovabili da parte delle imprese, sia per la decarbonizzazione, sia, in particolare in questa fase di prezzi senza controllo, per ridurre le bollette e, in diversi casi purtroppo, continuare a produrre. 

Esistono diversi strumenti e risorse che possono aiutare le imprese ad individuare gli interventi da realizzare: 

  • la nomina di un energy manager (un dirigente interno per organizzazioni medio-grandi, un consulente per le imprese di taglia medio-piccola);
  • un sistema di monitoraggio per tenere sotto controllo i principali indicatori di prestazione energetica e ottimizzare i consumi, gli acquisti e la produzione di energia;
  • una diagnosi energetica per fotografare la situazione dei consumi energetici e ottenere una matrice di azioni realizzabili; 
  • un sistema di gestione dell’energia per inquadrare la gestione dell’energia in una strategia di medio-lungo termine e conseguire i risultati migliori.
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Gestione dell’energia nella P.A.: come agire

L’emergenza climatica, sempre più evidente sia nell’esperienza diretta che nei rapporti dell’IPCC (International Panel on Climate Change), chiama tutti noi a una gestione efficiente e intelligente delle risorse disponibili. La crisi dei prezzi energetici ha evidenziato ancora di più quanto intervenire con interventi di riqualificazione energetica sia fondamentale e prioritario in tutti i settori. L’articolo, pubblicato su forumpa.it affronta il tema della gestione dell’energia nella P.A., illustrando le opportunità di intervento e gli elementi principali di un piano di azione.

L’efficienza energetica, combinata con l’adozione di fonti rinnovabili, rappresentano la leva principale per contenere le emissioni di gas serra. E l’amministrazione pubblica gioca un ruolo fondamentale in tale percorso, in quanto unisce un ruolo privatistico (la gestione del proprio parco immobiliare e delle proprie utenze tecniche) e uno pubblico (pianificazione e regolazione a livello territoriale, informazione e ruolo esemplare, gestione delle risorse per la promozione della green economy e per il contrasto alla fuel poverty). 

Un’efficiente gestione dell’energia consente di ridurre la spesa energetica in modo strutturale, con opportunità di riduzione che possono stimarsi fra il 20% e il 40% dei costi energetici di un ente locale. Il beneficio indotto non produce solo una riduzione della spesa pubblica, liberando risorse per altri scopi, ma benefici non energetici quali riduzione delle emissioni climalteranti e nocive, aumento della sicurezza e del benessere degli occupanti degli edifici (funzionari pubblici, alunni e studenti, visitatori, etc.). L’uso razionale dell’energia porta inoltre con sé un’alta intensità occupazionale (coinvolge produttori di tecnologie, società di servizi, installatori e manutentori, progettisti e studi tecnici), contiene la dipendenza dall’estero e diminuisce i rischi sulle forniture, produce un sentimento positivo fra cittadini e imprese. Promuoverla è dunque una priorità che va oltre l’attuale (e si teme duratura) congiuntura sfavorevole dei prezzi.

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