Insieme ce la faremo

Bandiere sul Quirinale Dario Di Santo

Un breve messaggio per esprimere la mia vicinanza a tutti coloro che stanno passando momenti difficili: a chi è malato, a chi è solo, a chi vede il proprio lavoro a rischio, a chi è in ferie forzate, a chi continua a lavorare per assicurare i servizi essenziali a tutti noi, a chi si barcamena fra smart working e “smart schooling”, a chi antepone il Paese ai propri interessi, a chi ha paura, a chi ha perso i propri cari senza potergli stare vicino.

Come ogni esperienza forte, il corona virus lascerà ferite da medicare, ma è anche una grande occasione per riscoprire i valori della solidarietà, della collaborazione, della famiglia, dell’unità, del costruire insieme un futuro migliore. Un’occasione per comprendere ciò che conta e ritrovare sé stessi. Un’opportunità, infine, per scoprire un nuovo modo di affrontare la quotidianità, più sostenibile, più intelligente, perché, come ha detto papa Francesco, non si può pensare di vivere sani in un pianeta malato.

Teniamo duro! Insieme ce la faremo!

Comunità energetiche rinnovabili

mappa comunità energetiche

La nuova direttiva sulle fonti rinnovabili pubblicata nel 2018, che sarà recepita quest’anno, promuove l’autoconsumo anche in realtà come i condomini e introduce un nuovo soggetto: le comunità energetiche rinnovabili. Cosa sono? Perché rappresentano un’opportunità interessante per la generazione distribuita? Quali sono le sfide da affrontare? Ne ho parlato nell’articolo seguente, pubblicato su RiEnergia.

L’Italia con la legge 9 del 1991 avviò una trasformazione importante del sistema elettrico, creando le premesse per la diffusione della generazione distribuita, a testimonianza del ruolo di leader svolto dal nostro Paese sul tema. Inizialmente si diffusero i sistemi di cogenerazione, più convenienti e meglio promossi dal provvedimento CIP 6/92 di quelli alimentati da fonti rinnovabili. In seguito, sulla scia di diversi schemi di incentivazione, è toccato alle fonti rinnovabili (anche se non sempre finalizzate all’autoconsumo). Nel giro di trent’anni il cambiamento è stato rilevante: oggi abbiamo il 55% circa della produzione termoelettrica lorda proveniente da cogenerazione (con un rendimento medio di utilizzo dei combustibili del 53% circa) e il 18% del consumo interno lordo coperto da fotovoltaico, eolico e bioenergie (rapporto Terna 2018).

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I doni del presepe

presepe MDS2019

Se siete a Roma e vi capita di passare dalle parti di San Pietro, andate a visitare la mostra dei 100 presepi in via della Conciliazione. Se non siete nella città eterna potete dare un’occhiata alla galleria sul sito web della manifestazione. È affascinante vedere come persone diverse hanno interpretato la nascita del Bambinello usando le ambientazioni e i materiali più vari. Ed è bello pensare che chiunque può farsi un suo presepe con quello che gli capita per le mani e trovargli uno spazietto da qualche parte in casa.

Per chi ha la fortuna di averlo, il presepe è un gran dono. Prima c’è l’avventura di costruirlo. Ogni anno si può cambiare qualche cosa e giocare con il ruolo dei personaggi (c’è spazio per tutti, visto che la buona novella è ecumenica) o dare vita a nuove storie. Se poi si è in tanti a metterci mano, ogni pecora diventa motivo di discussione e ci si diverte con il lavoro di gruppo…

Poi c’è la possibilità di osservarlo. Magari al buio, illuminato dalle lucette. Con il suo silenzio, che fa da contrasto al chiasso e al profluvio di parole e di urla che caratterizza questo tempo. Ecco, il presepe ci aiuta a riscoprire l’ascolto. Due elementi di cui si avverte un gran bisogno, perché solo stando in silenzio e ascoltando si possono capire i punti di vista degli altri e si può collaborare per trovare soluzioni condivise ed efficaci ai problemi che ci affliggono. Il presepe è anzitutto una storia di nascita, e quindi di costruzione e meraviglia, che ci offre la speranza in un mondo migliore.

Con l’occhio che passa da un personaggio all’altro, si può fare un bel viaggio per ritrovare noi stessi e scoprirci spettatori privilegiati dell’evento. Ma il presepe si può anche usare per ammirare, pregare, cantare, giocare… chiedetelo a un bambino.

Alla fine, come ogni cosa bella, anche il presepe va messo da parte. Un altro Natale è passato portandosi via la sua magia. Ma, se l’avremo vissuto almeno un po’, qualcosa rimarrà con noi per affrontare il nuovo anno con rinnovato vigore.

In fondo è proprio questo il bello. Quella notte a Betlemme è stata unica e irripetibile, ma noi possiamo fare in modo che ogni nostro atto abbia un proprio senso e possa portare un dono a chi ci circonda. Che sia il regalo di uno dei re magi o la presenza silenziosa dei pastori poco conta. Perché alla fine nel presepe, a parte la Sacra Famiglia, ci siamo noi nella nostra quotidianità.

Buon Natale!

Considerazioni sul futuro dei certificati bianchi

certificati bianchi: quale direzione

Di seguito la registrazione dell’intervento fatto alla conferenza organizzata dagli Amici della Terra, nella sessione dedicata ai certificati bianchi. Il mio intervento ha seguito quelli di diversi stakeholder, quindi ho preferito fare qualche considerazione di ampio respiro piuttosto e ragionare sugli aspetti più importanti piuttosto che focalizzarmi sulle proposte puntuali, visto che molte opzioni già erano state trattate. Del resto trovate diverso materiale su questo tema in questo post, se interessati.

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I TEE e il rispetto pedissequo delle leggi

sentenza TAR contributo tariffario TEE

La recente sentenza del TAR della Lombardia in accoglimento del ricorso presentato da alcune imprese di distribuzione fa venire meno il cap introdotto dal D.M. 10 maggio 2018 sul contributo tariffario nel meccanismo dei certificati bianchi. Una questione in più per uno schema già gravato di problemi. La sentenza merita di essere letta, in quanto esempio di contorsioni all’italiana sulla forma delle cose, con buona pace della sostanza. Resterà da vedere cosa succederà sul mercato dei titoli in attesa della definizione di nuove regole da parte dell’ARERA. La speranza è che prevalga il buon senso e che la politica si decida a porre la giusta attenzione allo schema dei TEE.

Articolo pubblicato su Staffetta Quotidiana.

Il meccanismo dei certificati bianchi ha le sue pene da affrontare, fra la carenza dei titoli sul mercato, l’offerta che stenta a riprendersi, la riduzione della trasparenza dei dati pubblicati (e.g. quanti PC sono stati presentati ed approvati? Perché non ci è dato saperlo con dati aggiornati mensilmente?), le difficoltà dei distributori obbligati chiamati a subire un passivo in bilancio senza sostanzialmente poter compiere azioni per evitarlo, un contenzioso incredibile legato a percentuali di verifiche con esito negativo che lasciano attoniti, etc.

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