Il Decreto Semplificazioni per i certificati bianchi

il decreto semplificazioni per i certificati bianchi

In vista del convegno che come ogni anno FIRE organizza per KeyEnergy, condivido l’articolo scritto per Qualenergia per riassumere cosa prevede il Decreto Semplificazioni per i certificati bianchi. Chi segue il tema sa bene che una delle problematiche che ha afflitto il meccanismo negli ultimi anni è il contenzioso generato dai numerosi progetti per i quali è stata dichiarata la decadenza dell’incentivo. Il decreto introduce misure a favore degli operatori, sia per dare maggiori certezze ai nuovi progetti, sia per ridurre il contenzioso esistente. Evidentemente l’applicazione pratica di alcuni punti non sarà né banale, né veloce, ma in prospettiva sono buone notizie. L’argomento sarà approfondito nel webinar a cura di FIRE in programma il 4 novembre 2020 sulla piattaforma digitale di KeyEnergy.

In attesa del nuovo decreto ministeriale che si spera possa rilanciare lo schema dei certificati bianchi, tenendo conto anche delle proposte pervenute dagli stakeholder (ad esempio quelle presentate da Confindustria con il supporto scientifico di FIRE), vale la pena spendere due parole sulle novità introdotte dal cosiddetto Decreto Semplificazioni (i.e. D.L. 76/2020 come convertito dalla legge 120/2020).

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Considerazioni sul green new deal

appello sul clima

Sono stato recentemente invitato a partecipare a un interessante incontro sul tema del green new deal dagli organizzatori della conferenza annuale dell’APRE, l’Agenzia Promozione Ricerca Europea. Abbiamo discusso del tema insieme a Chiara Pocaterra di APRE, Annalisa Corrado del Kyoto Club e Gabriele Pasquini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, moderati da Chiara Buongiovanni di APRE. Come spunto di partenza della discussione, oltre all’ambizioso programma europeo, si è considerato il recente Appello per il clima da parte delle imprese, di cui FIRE è uno dei firmatari.

Nel corso dell’incontro sul green new deal sono stati trattati diversi aspetti collegati alla transizione energetica e alla sostenibilità, con il focus sulle priorità per l’impiego delle risorse europee e nazionali.

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Superbonus (quasi) ai nastri di partenza

superbonus

Di seguito una rivisitazione dell’articolo scritto per la newsletter FIRE di settembre in tema di superbonus. Dopo l’emanazione dei decreti attuativi e una serie di chiarimenti, l’ENEA ha lanciato la nuova piattaforma per la presentazione delle domande. Si entra dunque nel vivo, in attesa che la scadenza della misura sia prolungata, come chiesto da più parti. E come necessario per consentirle di produrre risultati utili. L’articolo riassume quanto accaduto negli ultimi mesi.

Alzi la mano chi ha provato a informarsi in queste ultime settimane sulla possibilità di accedere al superbonus per ristrutturare il proprio condominio o la propria casa. Immagino che molti di voi l’abbiano fatto. E spero che abbiate alzato veramente la mano perché un po’ di moto fa bene, visto che fra gli effetti del lockdown possiamo senz’altro conteggiare l’aumento di patologie legate alla carenza di movimento… 

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Quali proposte per lo schema dei certificati bianchi?

proposte per certificati bianchi

Lo schema dei certificati bianchi si trova notoriamente in difficoltà serie da alcuni anni. Difficoltà aggravatisi dopo la crisi delle frodi emersa nel 2017, ma legate anche alle scelte prese nel corso degli anni, tutte di tipo limitativo rispetto alle condizioni vigenti alle origini. Eppure il Piano nazionale integrato energia e clima continua a prevedere un ruolo importante per questo meccanismo in ottica 2030. Ruolo che non sarà possibile giocare senza interventi consistenti. Confindustria, con la collaborazione di FIRE, ha predisposto un documento di proposte per lo schema dei certificati bianchi. Proposte pensate per cercare di rilanciarlo. Ne ho illustrato i punti fondamentali nell’intervento al webinar Confindustria-FIRE tenuto il 29 luglio.

Di certificati bianchi mi è capitato di parlare spesso. Per cui chi mi segue ha avuto la possibilità di seguire l’evoluzione di questo meccanismo, fra alti e bassi. Sebbene non concordi con chi ritiene che una volta fosse tutto rose e fiori e ora tutto negativo, è evidente che c’è stata un’involuzione. Le ragioni si possono trovare sia nel contrasto fra obiettivi crescenti e regole sempre più restrittive, sia nelle truffe, sia in una gestione non sempre ottimale.

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Migliorare la competitività con l’energy management

Energy management per la competitività delle imprese

Molti pensano che l’energia sia un costo da sostenere e che usarla meglio si traduca giusto in un risparmio sulle bollette energetiche. Ma l’uso razionale dell’energia – ossia l’adozione di soluzioni per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili – rappresentano una ben già solida e consistente opportunità. È infatti possibile migliorare la competitività con l’energy management, agendo sulla proposta di valore delle imprese e sulle correlate strutture costi e rischi. Come e perché farlo è il tema della presentazione che ho tenuto all’ultima edizione di mcTER.

L’errore che fanno molti addetti ai lavori è di partire lancia in resta con l’individuare e proporre interventi di efficientamento energetico o impianti di cogenerazione e/o a fonti rinnovabili. Ma le ragioni per usare meglio l’energia vanno ben oltre la riduzione dei costi energetici. Conviene dunque soffermarsi prima sulle motivazioni alla base dell’intervento e sulla loro importanza, per poi ragionare su come l’energia possa essere una leva di rafforzamento e innovazione del core business delle imprese. Allora sì che si potrà capire cosa significhi per i singoli la transizione energetica e se ne potranno cogliere i veri frutti.

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