Presentazione di progetti per i certificati bianchi: come migliorarla

presentazione progetti certificati bianchi

Approfitto dell’articolo che mi hanno chiesto sulla presentazione di progetti per i certificati bianchi, o TEE, per ragionare anche sulle possibili opportunità di miglioramento. Di seguito quindi sono elencate le principali problematiche affrontate da chi presenta progetti per ottenere i TEE e alcune opzioni disponibili per superarle, tenendo presente che alcune complicazioni sono legate alla ricerca di maggiore affidabilità e qualità dei dati o al contrasto alle truffe.

L’articolo originale è stato pubblicato su: RIE Energia.

Un aspetto importante nel meccanismo dei certificati bianchi (TEE) è la presentazione dei progetti di efficientamento energetico. Si tratta in effetti del primo passo verso l’ottenimento dei titoli e la loro valorizzazione, e, rispetto agli altri schemi di incentivazione nazionali, presenta un livello di qualità e complessità maggiore. Non a caso il tasso di rigetto delle proposte di progetto (PPPM, PC, PS per gli addetti ai lavori) e delle richieste di rendicontazione dei risparmi (RVC e RC) risulta elevato: nell’ordine del 40-45% nel primo caso e in crescita negli ultimi tre anni dal 7% al 25% nel secondo.

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Certificati bianchi: quota 400

certificati bianchi oltre 400 euro

Con la prima sessione di febbraio il prezzo dei certificati bianchi ha superato la soglia dei 400 euro. In due anni si è quadruplicato. Le scelte restrittive adottate nelle ultime linee guida in merito all’addizionalità e alla valutazione dei consumi di riferimento, unite alla mancata pubblicazione delle schede standard e alle frodi emerse lo scorso anno, hanno rafforzato le aspettative negative degli operatori di mercato. Di per sé l’aumento dei prezzi in uno schema di mercato non è un fatto negativo, purché l’offerta possa crescere nel tempo. E questo è attualmente il vero problema, che solo un intervento del Ministero dello sviluppo economico può fare superare. Di seguito un’analisi sintetica con alcune proposte.  

Articolo in precedenza pubblicato su Qualenergia e sul blog  ON FIRE, qui aggiornato con l’ultima sessione di mercato.

Il prezzo dei TEE continua a salire, come peraltro prevedibile in seguito all’incertezza causata dalle maxi-frodi emerse nel 2017 e all’andamento delle emissioni mensili di certificati. Il valore medio delle contrattazioni spot nella prima sessione di febbraio ha superato i 427 euro/TEE, mentre il valore tendenziale del rimborso tariffario, cui è legato il costo del sistema, viaggia verso i 315 euro/TEE, cui corrisponderebbe un onere annuo nell’ordine dei 1.500-1.700 milioni di euro.

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Certificati bianchi: cosa sono e come funzionano

schema certificati bianchi

Lo schema dei certificati bianchi, detti anche titoli di efficienza energetica (TEE), è uno dei tre meccanismi statali di incentivazione dei progetti di efficienza energetica in Italia (gli altri due sono le detrazioni fiscali, note anche come ecobonus, e il conto termico). Lo schema è stato avviato nel 2005 e ha consentito cumulativamente di risparmiare  quasi 26 milioni di tep – tonnellate equivalenti di petrolio1 – al 2017, risultando di gran lunga il più longevo e produttivo incentivo per l’efficienza energetica.

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Agevolazioni per gli immobili: le novità della legge di bilancio 2018

casa ecologica

La legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017 n. 205) introduce diverse novità sulle detrazioni fiscali a disposizione per gli edifici e le le imprese manifatturiere. Di seguito sono sintetizzati le agevolazioni per gli immobili, comprensive di conto termico (non modificato dalla legge di bilancio) in un articolo scritto con Francesco Mori di FIRE e pubblicato sul portale Rienergia.

L’efficienza energetica negli edifici, siano essi residenziali o non, è un tema estremamente importante e attuale. Oltre il 65% degli immobili presenti in Italia è stato costruito prima che entrassero in vigore reali obblighi legati alle prestazioni energetiche degli edifici, ovvero prima dell’emanazione della legge n° 373 del 1976. Sebbene nel corso degli anni siano stati eseguiti lavori di riqualificazione su alcuni immobili, il risparmio energetico conseguibile con interventi mirati ad oggi è ancora notevole. La Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (STREPIN) stima infatti un potenziale risparmio al 2020 di 4,2 Mtep/anno per gli edifici residenziali e circa 1,5 Mtep/anno per gli edifici non residenziali (questi dati sono stati calcolati a partire dal 2014). Per raggiungere tali obiettivi gli investimenti richiesti sono ingenti: sarebbero necessari infatti 13,6 miliardi di euro all’anno per interventi nel settore residenziale e 17,5 per il non residenziale (fonte dati MiSE).

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Certificati bianchi a rischio

in cerca di una rotta

Lo schema dei certificati bianchi sta attraversando una fase critica, che rischia di portarlo al collasso, nonostante le aspettative di potenziamento e semplificazione contenute nella Strategia energetica nazionale appena varata. Non si tratta tanto e solo di un problema di prezzo dei certificati bianchi, al centro dell’attenzione mediatica nell’ultimo anno, quanto del venire meno delle condizioni che ne consentono un funzionamento ottimale.

Di seguito un articolo pubblicato su L’Astrolabio, la newsletter degli Amici della Terra.

Il meccanismo dei TEE è nato come meccanismo di mercato, in grado di promuovere la crescita del mercato dell’efficienza energetica (diffusione know-how fra i tecnici e sensibilizzazione dei decisori aziendali alle opportunità legate all’efficienza energetica, capitalizzazione e qualificazione degli operatori, raccolta di dati e informazioni sulle trasformazioni di mercato da parte di GSE, ENEA e RSE, etc.) e la realizzazione degli interventi più interessanti da parte delle imprese. Il meccanismo ha inoltre consentito la contabilizzazione dei risparmi energetici addizionali a costi contenuti, grazie alla capacità di selezionare in maniera tecnologicamente neutrale i progetti con migliore costo-efficacia.

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