White certificates in Italy: will it overcome the huge challenges it has been facing in the last three years?

eceee summer study

The paper on white certificates in Italy I presented at the 2019 ECEEE conference. The paper goes through the whole life of the scheme, highlighting pros and cons of each phase, and tries to offer some insights to answer the question: will the scheme overcome the huge challenges it has been facing in the last three years?

I’ve been writing on the Italian white certificate scheme for many years now. Many papers are available on this blog. The present one, and the associated slides used for the speech at ECEEE summer study, are available below.

My idea is that the answer to the afore mentioned question can be positive. However, it requires the capability to find the right balance between precision and stringency on the one hand and the willingness to undergo a strong revision of the scheme on the other. FIRE is working hard to support the Italian policy makers and institutional stakeholders to find a way. What will be the future? Well, that’s for another paper…

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Efficienza energetica: qualche considerazione sugli obiettivi e sulle strategie

target consumi energia 2030

Gli obiettivi al 2030 per l’efficienza energetica non saranno facili da raggiungere, né quello sui consumi finali, né quello sulle politiche attive. Nell’intervento introduttivo alla conferenza Enermanagement ho voluto fare quattro considerazioni al riguardo, cercando di cogliere alcuni elementi di fondo e alcune trasformazioni fondamentali per cogliere le opportunità che abbiamo di fronte e contrastare efficacemente i cambiamenti climatici.

1. La diffusione della generazione distribuita, così come le agevolazioni per le imprese energivore e lo spostamento dei costi energetici verso le componenti fisse, ostacoleranno le azioni di efficientamento energetico. È dunque fondamentale promuovere l’integrazione nelle politiche del principio “energy efficiency first”. Ciò significa, per fare un esempio, che una norma come quella delle agevolazioni alle imprese energivore sia accompagnata da delle misure che assicurino che tali imprese realizzino interventi di efficienza energetica. Ciò non solo promuoverebbe interventi di riqualificazione energetica, altrimenti resi meno convenienti dallo sconto sugli oneri di sistema, ma ridurrebbe anche la quota di energia agevolata, alleggerendo gli oneri per le imprese non incluse nelle agevolazioni. Un altro esempio può essere l’obbligo di installazione degli smart meter di nuova generazione: si potrebbe accompagnare con misure che garantiscano che le funzioni disponibili siano utilizzabili dagli utenti finali per ottenere informazioni utili per ridurre i consumi.

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Audizione FIRE sulla SEN e sul PNIEC

audizione X commissione camera

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva indetta dalla X Commissione della Camera dei Deputati, la FIRE è stata ascoltata sulla Strategia energetica nazionale (SEN) e sul Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC). Di seguito sono disponibili la registrazione video dell’audizione e la presentazione che ho utilizzato.

L’audizione riprende e sintetizza alcuni dei temi suggeriti da FIRE sia nell’ambito delle consultazioni pubbliche sulla SEN e sul PNIEC, sia nel manifesto Proposte FIRE per lo sviluppo dell’efficienza energetica in Italia. L’iniziativa si somma alle numerose azioni attivate da FIRE presso le Istituzioni di riferimento per migliorare il quadro di riferimento.

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L’energy manager nella P.A.

energy manager nella pubblica amministrazione

L’energy manager è una figura fondamentale negli enti pubblici per assicurare una gestione razionale dell’energia e il conseguente risparmio economico, ma soprattutto per cogliere i benefici in termini di ambiente, sostenibilità, valore del parco immobiliare, condizioni dei dipendenti, sicurezza, immagine, etc. che si accompagnano alla riqualificazione energetica. Ne ho parlato a un convegno organizzato dalla Regione Siciliana per illustrare l’avvio di una rete di energy manager nell’isola.

La legge 10/1991 ha previsto l’obbligo di nomina dell’energy manager per imprese ed enti oltre certe soglie di consumi energetici. Per la pubblica amministrazione il valore di riferimento è mille tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Tanto per capirci, gli enti che superino i 5 milioni di kWh elettrici o il milione di metri cubi di gas naturale sono sicuramente obbligati, visto che un tep corrisponde a 5.350 kWh e 1.200 m3 di gas. In genere per un ente locale la soglia dei 1.000 tep viene raggiunta fra i 10.000 e i 15.000 abitanti, anche se dipende dalla presenza o meno di impianti tecnologici in capo all’ente (e.g. impianti di pompaggio, depuratori, gestione rifiuti, etc.) e dalla zona climatica.

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Certificati bianchi: uno schema complesso

labirinto risolto

Lo schema dei certificati bianchi (alias titoli di efficienza o TEE) è caratterizzato da complessità proprie di un sistema di obbligo unito a un mercato di compravendita dei titoli necessari per conseguire l’obbligo stesso, per cui risulta più difficile e sfidante da gestire rispetto a meccanismi di supporto più semplici. Sebbene i risparmi energetici generati nell’ambito del meccanismo siano consistenti (oltre 27 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio cumulate dal 2005), le magagne non sono dunque mancate e – complici un’aggiornamento delle linee guida non tempestivo, alcuni errori di gestione e l’atteggiamento truffaldino di alcuni operatori – si è finiti in una situazione critica. Produzione di TEE insufficiente, risparmi annui in calo, prezzi dei certificati e costi del sistema cresciuti i sintomi della malattia. Possiamo uscirne?

Di seguito alcune considerazioni sul tema, di cui ho parlato alla conferenza annuale FIRE sui certificati bianchi.

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