Certificati bianchi: un’analisi sullo schema

analisi sui tee per trimestrale enea

Il mercato dei titoli di efficienza energetica (TEE o certificati bianchi) è salito all’attenzione delle cronache di settore negli ultimi due anni, in particolare per l’impennata dei prezzi del mercato, più che triplicati a inizio 2018 rispetto al 2015. L’incremento dei prezzi ha avuto un impatto al momento ancora contenuto sulla bolletta, ma in prospettiva preoccupante in termini di oneri a carico del consumatore finale. Ne è derivato un dibattito sull’effettiva sostenibilità economica dello schema, e il Mise è intervenuto con un decreto correttivo pubblicato a luglio 2018, alla cui efficacia sembrerebbe legato il futuro dello schema. È utile dunque analizzare gli elementi che hanno portato a fase di crisi un meccanismo fino a un paio di anni fa ritenuto estremamente virtuoso.

Pubblicato sull’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’ENEA. Continue reading →

TEE, con il decreto correttivo misure per navigare senza naufragare

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È stato pubblicato l’11 luglio in Gazzetta ufficiale il D.M. 10 maggio 2018, che introduce le modifiche alle linee guida sui certificati bianchi pubblicate lo scorso anno, necessarie per fare fronte al tumultuoso aumento dei prezzi del mercato e alla crisi dell’offerta, aggravata dal fenomeno delle truffe sui progetti standardizzati. Di seguito le novità e alcune considerazioni.

Il 2017 resterà alla storia come un anno nero per il principale schema dedicato al supporto dell’efficienza energetica. Già le regole introdotte dal D.M. 11 gennaio 2017 apparivano estremamente restrittive sul fronte dell’addizionalità (ossia la quota di risparmi che non si sarebbero ottenuti nello scenario business as usual), dell’individuazione dei consumi energetici di riferimento e dei progetti ammissibili. Elementi che facevano presagire difficoltà nel generare TEE su nuovi progetti. Il tutto in un quadro già segnato da un mercato corto e da un obbligo effettivo praticamente raddoppiato dai 5,8 milioni di TEE residuali legati ai mancati adempimenti degli anni precedenti. Continue reading →

Cogenerazione e certificati bianchi

cogenerazione e TEE

La cogenerazione ad alto rendimento rappresenta una buona pratica fondamentale, promossa a livello comunitario e nazionale. Nella presentazione illustrata a mcTER affronto il tema degli incentivi dedicati alla cogenerazione, ed in particolare dei certificati bianchi, oltre a dare qualche numero sulla penetrazione di questa soluzione nel nostro Paese.

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Incentivi per l’efficienza energetica

incentivi efficienza energetica FIRE

La presentazione affronta i diversi schemi di incentivazione dedicati all’efficienza energetica nei vari settori: certificati bianchi, detrazioni fiscali, conto termico, fondo di garanzia, iper e super ammortamento, etc. L’ho illustrata alla convention SECEM 2018 a Rimini. L’occasione è stata utile per fare il punto sulla situazione dei vari incentivi, fornendo dati sui risultati e indicazioni sul funzionamento.

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Presentazione di progetti per i certificati bianchi: come migliorarla

presentazione progetti certificati bianchi

Approfitto dell’articolo che mi hanno chiesto sulla presentazione di progetti per i certificati bianchi, o TEE, per ragionare anche sulle possibili opportunità di miglioramento. Di seguito quindi sono elencate le principali problematiche affrontate da chi presenta progetti per ottenere i TEE e alcune opzioni disponibili per superarle, tenendo presente che alcune complicazioni sono legate alla ricerca di maggiore affidabilità e qualità dei dati o al contrasto alle truffe.

L’articolo originale è stato pubblicato su: RIE Energia.

Un aspetto importante nel meccanismo dei certificati bianchi (TEE) è la presentazione dei progetti di efficientamento energetico. Si tratta in effetti del primo passo verso l’ottenimento dei titoli e la loro valorizzazione, e, rispetto agli altri schemi di incentivazione nazionali, presenta un livello di qualità e complessità maggiore. Non a caso il tasso di rigetto delle proposte di progetto (PPPM, PC, PS per gli addetti ai lavori) e delle richieste di rendicontazione dei risparmi (RVC e RC) risulta elevato: nell’ordine del 40-45% nel primo caso e in crescita negli ultimi tre anni dal 7% al 25% nel secondo.

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