O, meglio: a chi prova a farla… Un’indagine condotta in due tempi, 252 rispondenti tra energy manager, ESCO, consulenti, PA e produttori di tecnologie, e un messaggio che emerge con coerenza insolita: il problema dell’efficienza energetica in Italia non è tecnico, è relazionale, istituzionale e di governance. Il risultato è che chi sa cosa fare non sempre viene ascoltato, chi potrebbe decidere spesso non è attento e chi incentiva troppo spesso non misura i risultati. Di seguito la sintesi dell’indagine.
FIRE ha rivolto le stesse due domande – quale sia la sfida principale nell’energy management oggi e quale la misura più importante da mettere in campo – prima ai partecipanti alla conferenza SECEM di aprile 2026 (66 rispondenti, prevalentemente consulenti, ESCO e provider di servizi), poi agli stakeholder più ampi attraverso una survey online a maggio 2026 (186 rispondenti, con una forte componente di energy manager aziendali). Le risposte sono state aperte, non guidate da opzioni predefinite. Il risultato è una radiografia in buona parte non scontata, coerente e per certi versi scomoda. L’indagine evidenzia infatti le responsabilità della politica e delle organizzazioni pubbliche e private se gli investimenti in efficienza energetica e rinnovabili sono molto lontane dal potenziale in un periodo storico in cui dovrebbero rappresentare una priorità.
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