L’efficienza energetica conviene e possiamo fare di più 

Il mio intervento sull’utilità dell’efficienza energetica alla conferenza stampa di lancio del Green Energy Day (GED) organizzato dal Coordinamento FREE, giunto alla terza edizione. 

La risposta più semplice alla domanda su come si fa l’efficienza energetica ce la dà chi già la pratica. Realtà come ADR, che ci ha ospitato nella presentazione del GED 2026, e più in generale le aziende leader nei propri settori, dimostrano che una buona gestione aziendale include quasi sempre un uso efficiente dell’energia. Non per obbligo, ma perché conviene e per l’attitudine a un management efficace. E questo vale in tutti i settori, indipendentemente dalla dimensione o dal comparto produttivo.

Un risparmio annuo che vale 40-50 miliardi di euro

FIRE gestisce le nomine degli energy manager e ha quindi una visione molto ampia su come le imprese e gli enti si misurano con il tema dell’energia. I dati confermano quello che l’esperienza sul campo suggerisce: usare meglio l’energia produce vantaggi concreti e misurabili.

Dal 2000 al 2023, secondo i dati Odysse-Mure, il risparmio energetico conseguito in Italia – considerando sia la generazione elettrica che gli usi finali – vale quantitativamente più di qualsiasi altra fonte fossile. Se non avessimo investito in efficienza energetica in questi anni, la bolletta energetica nazionale sarebbe oggi più pesante nell’ordine di 40-50 miliardi di euro all’anno a prezzi normali di mercato. Nelle fasi di prezzi alti, come quella attuale, questa cifra sale ulteriormente.

Il beneficio non è solo economico. Ridurre i consumi significa ridurre l’inquinamento e le emissioni di gas serra, migliorare la competitività delle imprese e alleggerire la pressione sulle famiglie, che possono così destinare le proprie risorse per andare incontro alle proprie esigenze, anziché al pagamento delle bollette. Significa inoltre attivare una filiera fortemente nazionale ed europea. Anche per soluzioni come il fotovoltaico è così: pannelli e inverter arrivano quasi tutti dall’estremo oriente, ma il resto delle attività, che vale mediamente un 70-80% dell’investimento, è collegato in buona parte a filiere nazionali ed europee.

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Audizione su decreto bollette

Il video e la sintesi dell’audizione tenuta oggi alla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati nell’ambito del Decreto Legge 28/02/2025 n. 19 in qualità di vice presidente del Coordinamento FREE. L’obiettivo delle proposte presentate è garantire maggiore tutela ai consumatori, favorire la competitività del sistema produttivo, rafforzare la sicurezza energetica, aumentare la trasparenza nel mercato energetico e promuovere la transizione verso un sistema basato sulle energie rinnovabili.

Di seguito la sintesi delle proposte presentate sul decreto bollette, tratta dal comunicato stampa del Coordinamento FREE.

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Intervista a ChatGPT: meglio le fonti rinnovabili o quelle fossili?

Viviamo in un’epoca in cui si sta perdendo la capacità di studiare e di comprendere i fenomeni prima di prendere le decisioni. La semplificazione e la polarizzazione che ormai caratterizzano le risposte ai post social e ai talk show rendono sempre più difficile approfondire i temi, apprezzare le sfumature e trovare soluzioni concordate. Viceversa ognuno rimane ancorato a posizioni ideologiche che, sfortunatamente, possono fare solo danni, proprio perché non consentono di tenere conto di come funziona veramente il mondo. E andrà sempre peggio, perché fra un po’ non ci sarà nemmeno bisogno di impegnarsi a scrivere. Infatti il testo che segue non l’ho redatto io, ma ChatGPT in risposta alla domanda del titolo che io le ho posto e alle due aggiuntive. Apparentemente sono risposte di buon senso, migliori di tanti commenti che si sentono in giro da sedicenti esperti o tuttologi. Ma fa paura pensare che finiremo per affidarci sempre più a servizi di cui non conosciamo le logiche e l’etica (che ovviamente c’è, determinata dalle scelte dei programmatori. Buona lettura…

Ecco l’intervista a ChatGPT su fonti rinnovabili e fonti fossili, bando UE (ora slittato) dei motori a combustione interna per le auto, utilità dell’efficienza energetica e nucleare di quarta generazione. Le risposte le ho ricevute fra il 5 e il 6 marzo (non perché ci abbia dovuto pensare su, visto che bastano sempre una manciata di secondi, ma perché ho deciso di aggiungere le domande successive alla prima in un secondo momento).

Domanda: conviene investire nelle fonti rinnovabili o in quelle fossili?

Investire di più nelle fonti rinnovabili o in fonti fossili dipende dalle esigenze e dagli obiettivi specifici dell’investitore. Tuttavia, in generale, investire nelle fonti rinnovabili come l’energia solare, eolica e idroelettrica può avere molti vantaggi rispetto all’investimento nelle fonti fossili come il petrolio, il carbone e il gas naturale.

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Caro energia: l’importanza di una strategia per le imprese

Il caro energia ha messo numerose imprese in difficoltà. Imprese che vorrebbero intervenire per risolvere il problema subito, cosa però non possibile. Nella presentazione parlo dell’importanza di agire secondo una strategia pensata per rispondere alle tematiche che più mettono in discussione la competitività nel medio periodo: la questione climatica, la sostenibilità, i temi sociali. La risposta questi problemi si basa, tra l’altro, sull’efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili, e porta con sé la riduzione dell’esposizione al rischio sugli approvvigionamenti e a quello sui prezzi. La buona notizia è che le opportunità di intervento nelle PMI sono ampie e che abbiamo a disposizione strumenti utili, come l’energy manager, le diagnosi energetiche, i dispositivi per il monitoraggio dei consumi e l’automazione, e i sistemi di gestione dell’energia.

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Migliorare la competitività con l’energy management

Energy management per la competitività delle imprese

Molti pensano che l’energia sia un costo da sostenere e che usarla meglio si traduca giusto in un risparmio sulle bollette energetiche. Ma l’uso razionale dell’energia – ossia l’adozione di soluzioni per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili – rappresentano una ben già solida e consistente opportunità. È infatti possibile migliorare la competitività con l’energy management, agendo sulla proposta di valore delle imprese e sulle correlate strutture costi e rischi. Come e perché farlo è il tema della presentazione che ho tenuto all’ultima edizione di mcTER.

L’errore che fanno molti addetti ai lavori è di partire lancia in resta con l’individuare e proporre interventi di efficientamento energetico o impianti di cogenerazione e/o a fonti rinnovabili. Ma le ragioni per usare meglio l’energia vanno ben oltre la riduzione dei costi energetici. Conviene dunque soffermarsi prima sulle motivazioni alla base dell’intervento e sulla loro importanza, per poi ragionare su come l’energia possa essere una leva di rafforzamento e innovazione del core business delle imprese. Allora sì che si potrà capire cosa significhi per i singoli la transizione energetica e se ne potranno cogliere i veri frutti.

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