Audizione sul PNIEC

Il Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) individua la strategia e le misure politiche per traghettarci verso il 2030. Nei prossimi mesi sarà emanata la versione finale del documento, pubblicato in bozza lo scorso anno. Oltre alle indicazioni ricevute da Bruxelles, in questi giorni le commissioni ambiente e attività produttive della Camera hanno avviato un ciclo di audizioni informali. Di seguito sono disponibili l’audizione integrale e il documento presentato da FIRE.

I temi principali riguardano l’importanza di portare avanti tutte le soluzioni disponibili per la decarbonizzazione, in tutti i settori, in un’ottica di lungo periodo, traguardata al 2050, e la necessità di mettere la riduzione della domanda di energia e l’efficienza energetica al centro della strategia.

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Intervista su efficienza energetica per PMI

L’intervista rilasciata per lo sportello sviluppo economico della Città metropolitana di Bologna. L’originale è disponibile a questo link.

Dario Di Santo, perché l’efficientamento energetico è un investimento per le piccole e medie imprese? A quali direttive devono fare riferimento le imprese per quanto riguarda l’efficientamento energetico?

“Ci sono almeno cinque motivi per investire in un uso efficiente dell’energia. Il primo è per risparmiare sui costi energetici, riducendo inoltre il rischio futuro legato a possibili crisi sui prezzi. Il secondo riguarda la riduzione delle emissioni di CO2, un elemento che sarà sempre più centrale per le imprese, sia per il rafforzamento e l’estensione dell’emission trading, sia in ragione delle nuove regole sulla rendicontazione di sostenibilità che dal 2024 saranno estese a tutte le imprese quotate, escluse le microimprese. Al terzo posto abbiamo il legame tra uso dell’energia e sostenibilità, con le relative ricadute per le realtà che si conformano all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il quarto motivo si riferisce agli obblighi e agli obiettivi in materia energetico-ambientale, definiti dal Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) a livello Paese. C’è infine il tema dell’accesso alle risorse economiche, sia per aumentare la capitalizzazione, sia per investire in nuovi progetti: in entrambi i casi saranno favoriti i soggetti attenti alle questioni energetiche, ambientali e sociali”.

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Vacanze di Natale

L’articolo di fine anno per la newsletter FIRE. COP 28, direttive comunitarie, PNIEC, mercato e cinepanettoni gli argomenti trattati.

La scorsa settimana si è chiusa la COP 28, ossia la ventottesima riunione dell’organo decisionale dell’UNFCCC (UN Climate Change – United Nations framework convention on climate change), l’organismo creato nel 1992 per rispondere alla minaccia dei cambiamenti climatici. La prima COP risale al 1995 e da allora si sono fatti diversi passi avanti, sebbene la complessità degli accordi quadro internazionali allargati sia tale da aver reso il percorso condiviso del tutto inadeguato alla sfida climatica. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno possiamo allietarci per due risultati: ci sono nell’accordo l’uscita progressiva dai combustibili fossili, accelerando l’azione in questo decennio e puntando alla neutralità carbonica al 2050, e l’obiettivo di raddoppiare l’efficienza energetica e triplicare le fonti rinnovabili al 2030. C’è però ancora molto da fare per attivare le risorse economiche destinate ai Paesi in via di sviluppo e per gestire lo scambio di emissioni. Senza dubbio rimangano diversi aspetti fumosi che rendono, purtroppo, il target al 2030 sopra indicato poco probabile. Ad ogni modo al puzzle si aggiungono via via nuovi pezzi e questo va bene: le figure si fanno via via più chiare e, se aumentano le persone che cercano le parti mancanti per completarlo, il processo può prendere pieghe interessanti.

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Intervista sull’efficienza energetica

L’intervista rilasciata per il numero di ottobre della rivista Pianeta Terra.

Perché l’efficienza energetica è utile per il Paese? 

Utilizzare meglio l’energia porta una serie di benefici, al singolo, sia esso un’impresa, un ente o una famiglia, come alla società. Per il singolo i vantaggi sono la riduzione dei costi e dei rischi di approvvigionamento energetico, la diminuzione delle emissioni di gas serra, e una serie di altre ricadute che dipendono dagli interventi considerati (e.g. miglioramento comfort, sicurezza, produttività, qualità prodotti, manutenzione e gestione, valore asset, etc.). 

Per il Paese abbiamo un miglioramento della sicurezza energetica, la riduzione degli approvvigionamenti dall’estero, la diminuzione delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti, la riduzione della potenza di generazione rinnovabile e fossile (generazione base e riserva) da installare, l’incremento dell’occupazione. In merito a quest’ultimo punto l’efficienza energetica ha un impatto positivo sulla filiera sia perché diversi produttori di tecnologie hanno sede in Italia, sia perché è richiesto un contributo consistente per l’installazione, manutenzione e gestione degli impianti.

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La nuova direttiva sull’efficienza energetica

Una sintesi della nuova direttiva sull’efficienza energetica pubblicata lo scorso settembre sulla newsletter FIRE.

Con la pubblicazione della direttiva 2023/1791 viene rifusa la direttiva sull’efficienza energetica 2012/27 in accordo con il Green new deal e le indicazioni del REPowerEU. Le novità sono diverse, mirate a ridurre in modo più consistente i consumi finali di energia – e dunque le emissioni di gas serra – rispetto a quanto precedentemente previsto. 

La direttiva dovrà essere recepita nel nostro Paese entro ottobre 2025, ma è probabile che alcune previsioni comincino a produrre effetti prima, anche in ragione del collegamento fra la direttiva e la versione del Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) licenziata a luglio. Di seguito vediamo insieme gli elementi principali di novità.

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