Le sfide energetiche per il nuovo Governo

il mare incontra la terra (c) Dario Di Santo

Beh, siamo arrivati all’agognata pausa estiva, che spero riuscirete a sfruttare per ritemprarvi un po’ e per staccare la spina dal quotidiano. Un augurio anche a chi è impossibilitato a muoversi, per problemi personali o di altro tipo, affinché possa comunque trovare sollievo. Come avrete notato, negli ultimi giorni ho ripopolato il mio blog, negletto per oltre tre mesi a causa del troppo lavoro, mischiato a poca voglia di sottrarre il tempo libero alla famiglia e agli hobby. In attesa di riposarmi un po’, condivido l’articolo pubblicato sull’ultima newsletter FIRE, dedicato alle sfide energetiche che attendono il nuovo Governo. 

Ci troviamo a fronteggiare sfide importanti per il nostro Paese sul fronte dell’energia. Cambiamenti radicali che ci accompagneranno nei prossimi decenni e in cui l’uso razionale delle risorse e le fonti rinnovabili occuperanno una parte cospicua. Sarebbe bello poter giocare da leader su questi fronti, ma conviene essere realisti e tenere a mente le risorse disponibili, per evitare di ripetere gli errori del passato. Un approccio dissennato che ci ha prima gravato di oneri consistenti e poi privato dei possibili ritorni economici, mettendo in difficoltà le imprese nate e cresciute grazie ai generosi incentivi. Misure retroattive che hanno colpito soprattutto conto energia, certificati verdi e certificati bianchi. Continue reading →

Oltre la ISO 50001: l’evoluzione dell’energy management nell’industria

finstral sede

L’industria continuerà a giocare un ruolo importante nella decarbonizzazione necessaria per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sempre più dovrà considerare l’energia come una leva fondante del proprio business, su cui pensare i propri prodotti, ottimizzare i processi e rivedere la catena del valore e le filiere. Due sono gli elementi fondanti del cambiamento: l’ICT (e dunque industria 4.0) e il coinvolgimento del personale nei processi decisionali. I sistemi di gestione dell’energia sono utili anche perché pongono le basi per queste trasformazioni, se correttamente applicati. In questo processo l’energy manager avrà un ruolo importante, sempre più intrecciato con l’uso delle risorse e la sostenibilità. Ho parlato di questi temi al convegno organizzato da Finstral nella sede Auna di Sotto (BZ).

Un sistema di gestione dell’energia ben implementato non consente solamente di ottenere risparmi energetici. Se la definizione di una politica energetica e di un piano di azione appropriati, a valle dell’analisi energetica, consentono di ottenere buoni risultati sul piano energetico, sono due gli elementi che rendono la ISO 50001 uno strumento valido per innovare e rendere più competitiva un’impresa nel medio-lungo periodo: il monitoraggio e il coinvolgimento del personale.

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SEN e trend per le imprese

Impresa giugno 2017

La Strategia energetica nazionale in consultazione delinea alcune priorità per il prossimo decennio: decarbonizzazione, riduzione del costo dell’energia e dei rischi di approvvigionamento, rinnovabili ed efficienza energetica. L’uso intelligente dell’energia sarà una delle priorità per le imprese per rispondere a questi obiettivi, come peraltro ricordato da Confindustria nella recente presentazione del Rapporto sull’efficienza energetica. Su questi temi è uscito un articolo sul numero di giugno del mensile l’Impresa, che riprende alcuni spunti sull’andamento dei consumi, il confronto fra l’Italia e gli altri Paesi e le strategie emergenti per l’efficienza energetica. Di seguito alcune considerazioni al riguardo e l’articolo citato.

Pubblicato su l’Impresa di giugno 2017.

Consumi: tendenze per le imprese

Dal 1995 al 2014 alcuni settori hanno evidenziato una forte crescita dei consumi, in particolare il terziario e il residenziale, mentre altri, fra cui spicca l’industria in termini di contributo complessivo, mostrano una riduzione (figura 1). Il contributo ai consumi finali di energia è disponibile in figura 2. L’andamento dei consumi non consente però di trarre informazioni sull’efficienza energetica. Le riduzioni possono infatti essere imputate a vari fattori (e.g. variazioni della produzione e strutturali, modifiche nella popolazione, clima, etc.).

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L’efficienza energetica nella proposta di SEN

sen strategia energetica nazionale 2017

Il documento messo in consultazione dal Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente, che delinea la nuova strategia energetica nazionale (SEN), mira  a definire le linee di azione per il prossimo decennio, cercando di coniugare gli obiettivi ambientali con la sicurezza degli approvvigionamenti e le esigenze di competitività del Paese. Si tratta ovviamente di un compito non facile, influenzato dalle lobby elettrica e del gas naturale, ma che comunque rappresenta un buon punto di partenza. Peccato che l’efficienza energetica rimanga in secondo piano, non tanto nella definizione delle priorità, quanto nello spazio dedicato e nello scarso approfondimento di cui gode. L’impressione è che paghi l’assenza di studi e strategie definite, o di lobby dedicate se si preferisce, e che dunque finisca per essere più una sorta di lista della spesa che non un piano di azione. Di certo la SEN 2013 era più attenta al tema dell’uso razionale dell’energia, allora prima delle priorità.

Di seguito l’articolo pubblicato sul numero di giugno della rivista del CTI Energia e dintorni.

Il documento sulla SEN posto in consultazione dal MiSE e dal MATTM è condivisibile negli obiettivi generali – riduzione delle emissioni sul percorso tracciato dall’Accordo sul clima di Parigi, sicurezza del sistema energetico e competitività delle imprese industriali e del sistema Paese nel periodo della transizione – e nelle priorità individuate – rinnovabili, efficienza energetica, sicurezza del sistema, competitività del mercato, phase out del carbone, ricerca e sviluppo sulle tecnologie. Si presenta inoltre equilibrato nella sintesi presente in apertura, in cui vengono illustrate brevemente le principali azioni proposte. Di seguito alcune osservazioni focalizzate sulla priorità efficienza energetica. Continue reading →

Politica energetica fra 2030 e Leopolda

Renzi e l’Europa promuovono una politica energetica contraddittoria e ancorata a vecchie logiche basate sugli idrocarburi. Il futuro sarà anche l’inizio, ma il presente sa tanto di lontano passato.

Mentre scrivo Renzi sta tenendo il suo discorso alla Leopolda, e pochi minuti fa ha parlato di energia, di campi di idrocarburi in Mozambico, di tentativo del PD di ridare una politica energetica seria a Italia ed Europa. È uno dei primi temi che ha toccato e nei discorsi importanti non l’ha mai trascurato.

Tre giorni fa il Consiglio europeo ha scelto gli obiettivi al 2030 del nuovo Pacchetto clima-energia. Dal 20-20-20 si passa al 40-27-27, ossia alla riduzione del 40% delle emissioni climalteranti e all’aumento del 27% di fonti rinnovabili ed efficienza energetica (quest’ultimo nuovamente non vincolante, ripetendo l’errore del pacchetto precedente). Un risultato salutato come positivo solo da Governo e Confindustria.

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