Le proposte di FIRE sul D.L. 91/2014

Condivido le proposte presentate da FIRE alla 10a Commissione del Senato nell’ambito della conversione in legge del D.Lgs. 91/2014 sulla competitività, che penalizza la cogenerazione ad alto rendimento e le fonti rinnovabili di energia, invece che promuoverle come previsto dalla Strategia energetica nazionale e proclamato più volte da esponenti governativi.

Leggi il comunicato stampa e scarica il documento di proposte.

Efficienza priorità politica, o così dovrebbe essere

L’intervista rilasciata a e7, il settimanale di Quotidiano energia sull’efficienza energetica alla luce del recepimento della direttiva europea e del D.L. 91/2014 sul contenimento della spesa energetica.

Pubblicato su: http://e7.quotidianoenergia.it/e7/e7del20140709/

Partiamo con una nota positiva. Questo decreto ha il merito di creare un quadro completo dell’efficienza energetica, che concettualmente aiuta ancor di più a mettere in evidenza questo settore giovando al mercato, in generale, e alla diagnosi energetica, in particolare.

Il provvedimento, però, qui si ferma. Al di là dei limiti intrinsechi della direttiva recepita (troppo pervasiva e ingombrante nel richiedere una grande mole di dati e nell’introdurre procedure troppo inutilmente complesse) al Governo è mancato il coraggio di andare oltre.

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Non toccate quel pannello

Mini-intervista sulla pagina Economia dell’Espresso del 19 giugno.

La rivista è disponibile cliccando qui.

La bolletta energetica costa troppo perle imprese medio-piccole? Ormai da tempoil premier Matteo Renzi ha promesso un provvedimento “spalma incentivi”, in grado di produrre un taglio dei costi pari al 10 per cento. L’idea è quella di spalmare l’incentivo promesso ai produttori dienergia fotovoltaica – e il loro relativo costo in bolletta – su 27 anni anziché sui 20 attuali, costringendo i tanti che hanno accettato la sfida di diventare produttori a rifare i conti necessari per rientrare degli investimenti iniziali. Dario Di Santo,presidente della Fire (Federazione Italianaper l’uso razionale dell’Energia), giudica però il provvedimento «poco sensato», perché non porterebbe alcun vantaggio sensibile e metterebbe in difficoltà chi lavora nel settore: «È vero che sono stati dati incentivi a casaccio negli scorsi anni, ma una misura retroattiva adesso non mi sembra saggia», dice. E aggiunge: «Vista la nostra dipendenza energetica dall’estero, non si può far altro che passare per una maggiore diffusione delle fonti rinnovabili».La battaglia è solo all’inizio.

Bolletta, invece di colpire le rinnovabili rendiamo il sistema più efficiente

Se il mercato elettrico fosse gestito in modo efficiente, gli utenti potrebbero beneficiare da subito di una buona parte dei 23 €/MWh di riduzione del PUN che si sono avuti da dicembre 2013 ad oggi anche grazie alle rinnovabili. Un valore che, nemmeno a farlo apposta, corrisponde proprio al 10% di sconto in bolletta promesso da Renzi.

Si tratta di una riproposizione sintetica di quanto trattato nel post precedente. A chi lo avesse letto do appuntamento al prossimo post per altri temi.

Pubblicato su: QualEnergia.

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