Non toccate quel pannello

Mini-intervista sulla pagina Economia dell’Espresso del 19 giugno.

La rivista è disponibile cliccando qui.

La bolletta energetica costa troppo perle imprese medio-piccole? Ormai da tempoil premier Matteo Renzi ha promesso un provvedimento “spalma incentivi”, in grado di produrre un taglio dei costi pari al 10 per cento. L’idea è quella di spalmare l’incentivo promesso ai produttori dienergia fotovoltaica – e il loro relativo costo in bolletta – su 27 anni anziché sui 20 attuali, costringendo i tanti che hanno accettato la sfida di diventare produttori a rifare i conti necessari per rientrare degli investimenti iniziali. Dario Di Santo,presidente della Fire (Federazione Italianaper l’uso razionale dell’Energia), giudica però il provvedimento «poco sensato», perché non porterebbe alcun vantaggio sensibile e metterebbe in difficoltà chi lavora nel settore: «È vero che sono stati dati incentivi a casaccio negli scorsi anni, ma una misura retroattiva adesso non mi sembra saggia», dice. E aggiunge: «Vista la nostra dipendenza energetica dall’estero, non si può far altro che passare per una maggiore diffusione delle fonti rinnovabili».La battaglia è solo all’inizio.

Bolletta, invece di colpire le rinnovabili rendiamo il sistema più efficiente

Se il mercato elettrico fosse gestito in modo efficiente, gli utenti potrebbero beneficiare da subito di una buona parte dei 23 €/MWh di riduzione del PUN che si sono avuti da dicembre 2013 ad oggi anche grazie alle rinnovabili. Un valore che, nemmeno a farlo apposta, corrisponde proprio al 10% di sconto in bolletta promesso da Renzi.

Si tratta di una riproposizione sintetica di quanto trattato nel post precedente. A chi lo avesse letto do appuntamento al prossimo post per altri temi.

Pubblicato su: QualEnergia.

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La politica energetica degli sconti in bolletta

Nonostante le previsioni della Strategia energetica nazionale nel nostro Paese si continua a porre l’attenzione al tema degli sconti in bolletta, diventati peraltro uno dei punti programmatici di Renzi, arrivando addirittura alla proposta di misure retroattive per il fotovoltaico. Ne vale la pena per un beneficio davvero modesto?

Pubblicato su: Quotidiano energia.

Dopo mesi di consultazione l’Italia si è dotata lo scorso anno di una Strategia energetica nazionale (SEN) con il D.M. 8 marzo 2013. Un provvedimento ardito in un Paese in cui si passa il tempo a disfare e rifare tutto, nell’ipotesi di base che chi ha agito prima comunque abbia fatto male. Purtroppo, a parte le citazioni in interventi di vario genere, la SEN non gode di particolare attenzione. Prendiamo i punti 1, 3 e 4 del documento: la prima delle priorità è l’efficienza energetica, accompagnata dallo sviluppo delle rinnovabili e dalla riforma del mercato dell’energia.

Peccato che la pratica si scosti da tali intenzioni. I temi che infatti hanno ricevuto attenzione in campo energetico negli ultimi mesi sono: una bozza di recepimento della direttiva sull’efficienza energetica con qualche spunto lodevole, ma meno coraggiosa di quanto la priorità 1 della SEN facesse intendere, attenzione incentrata sugli “sconti in bolletta” e sulle esenzioni per gli energivori, diverse decisioni avverse alle fonti rinnovabili (e al fotovoltaico in particolare), non ultima quella – per ora solo sulla carta – dello “spalma incentivi” obbligatorio, il capacity payment.

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Sconto del 10% sulle bollette grazie allo “spalma incentivi”?

La bolletta energetica pagata dagli Italiani è elevata. Giusto cercare di tagliarla, ma non con misure retroattive e non a sfavore delle fonti rinnovabili.

Pubblicato su: www.formiche.net.

La bolletta energetica pagata dagli Italiani è elevata. Si sa. E la colpa è dei cosiddetti oneri di sistema. Anche questo si sa. O almeno l’abbiamo visto scritto tante di quelle volte che ha finito per diventare verità.

Visto che il premier Renzi ha promesso un taglio del 10%, per arrivarci si parla in queste settimane di un decreto “spalma incentivi” obbligatorio: una misura retroattiva sui benefici assegnati negli scorsi anni agli impianti fotovoltaici attraverso lo strumento del conto energia, mirata a ridurre gli oneri di sistema. Beninteso una disposizione che darebbe un vantaggio di qualche punto percentuale, non certo di dieci, e andrebbe dunque integrata da altre azioni.

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