Che scenari per l’efficienza energetica?

strada pixabay

Alcune considerazioni sull’efficienza energetica, a partire dagli scenari per arrivare alle prospettive legate a questa fase critica. Possiamo fare molto, ma dobbiamo ritrovare il legame con la realtà e ricordarci che le persone sono fondamentali per il cambiamento. L’articolo è stato pubblicato su RiEnergia.

Quando si parla di scenari, in genere si allegano un po’ di grafici e di dati, corredati da commenti, in grado di dirci dove andremo a parare nel medio-lungo periodo. Si tratta di informazioni utili per cercare di ragionare sulle dinamiche di mercato e sulle necessità di investimento e/o cambiamento, ma vanno sempre presi con le dovute cautele, visto che le assunzioni su cui si basano le tendenze e le trasformazioni sono sempre oggetto di profonde revisioni nel tempo. 

Se parliamo di efficienza energetica, gli scenari ufficiali a disposizione sono quelli del PNIEC 2019, largamente superati dall’evoluzione della legislazione comunitaria e dei mercati. RSE nel 2021 ha prodotto nuovi scenari non definitivi per tenere conto dell’obiettivo di riduzione delle emissioni al 55%, che prevedono una riduzione dei consumi dai 104 Mtep del PNIEC a 96 Mtep, partendo dai 116 Mtep del 2018. Tale risultato è stato ottenuto con un’ulteriore riduzione delle fonti fossili, un aumento delle fonti rinnovabili termiche, un incremento dell’elettrificazione degli utilizzi e, ovviamente, una minore domanda di energia tramite trasformazioni degli usi finali ed efficienza energetica. Anche queste previsioni sono largamente superate dall’evoluzione dei mercati (prezzi energia e materie prime, difficoltà logistiche, mutamento degli scenari di globalizzazione), oltre ad apparire tutt’altro che facili da conseguire sulla base dell’andamento dei consumi finali negli ultimi anni, a dispetto della crisi pandemica. 

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La transizione energetica per le imprese

Transizione energetica per le imprese

In questo video realizzato a gennaio 2022 per un corso informativo dell’Università di Genova, parlo di cosa significhi la transizione energetica per le imprese. Come prepararsi ad essa, quali opportunità si aprano grazie all’uso razionale dell’energia, alla gestione intelligente delle risorse e alla sostenibilità. E come tutto questo sia quanto mai attuale in questa congiuntura di prezzi energetici e delle materie prime elevati.

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Caro energia: sfruttiamo l’efficienza energetica

FIRE energy efficiency first

Riporto di seguito il testo di un intervista rilasciata per adnkronos. L’efficienza energetica è un’opzione fondamentale che abbiamo per ridurre la dipendenza dall’estero, l’impatto del caro energia e i costi della transizione energetica. Sta a noi approfittarne, che ci si trovi in famiglia, in un’impresa o in un ente. Vediamo sinteticamente come.

Di fronte al caro bollette, agli obiettivi di transizione ecologica e di sicurezza energetica del Paese, che ruolo può avere l’efficientamento energetico?

Meno energia consumiamo, meno dipendiamo dall’estero, meno necessità abbiamo di investire in nuove centrali e nelle reti, meno elettricità, gas e altri combustibili dobbiamo comprare (e dunque le bollette si alleggeriscono) e, ovviamente, meno emissioni produciamo, sia di gas serra, sia di inquinanti. Aggiungiamo che la filiera nazionale di settore è ampia e interessa il manifatturiero, le costruzioni, i servizi e l’energia e capiamo come la scelta dell’Unione europea di introdurre alcuni anni fa il principio “prima l’efficienza energetica” abbia perfettamente senso. 

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Agevolazioni alle imprese energivore

agevolazioni imprese energivore

Riporto di seguito alcune considerazioni in merito al tema delle agevolazioni alle imprese energivore. Si tratta di sconti offerti sull’acquisto di elettricità e gas naturale sugli oneri di sistema. Con le nuove regole l’agevolazione, e il relativo peso per l’impresa, cambia in funzione di alcuni parametri, come il valore aggiunto lordo (VAL) e/o l’intensità energetica, ma anche il livello di efficienza energetica e il prezzo dell’energia. Agevolare le imprese che vedono un forte impatto dell’energia sui costi totali può essere ragionevole, in un’ottica di competizione globale, ma il rischio è quello di vedere diminuire gli investimenti in efficienza energetica e generazione distribuita, con l’effetto negativo di non aiutare le imprese a ridurre la propria dipendenza energetica. Per questo FIRE ha realizzato un’indagine sulla percezione di imprese e operatori, con i risultati riassunti nella seconda parte dell’articolo.

Le imprese energivore, o energivori, sono quelle che presentano costi energetici rilevanti rispetto ai costi di produzione, o, per dirla in un altro modo, un’elevata intensità energetica. Il costo dell’energia per questi soggetti diventa una variabile primaria, che può avere effetti consistenti sulla propria competitività in un Paese come il nostro, tradizionalmente caratterizzato da un elevato prezzo dei vettori energetici (grandissimi consumatori a parte).

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Certificati bianchi: un’analisi sullo schema

analisi sui tee per trimestrale enea

Il mercato dei titoli di efficienza energetica (TEE o certificati bianchi) è salito all’attenzione delle cronache di settore negli ultimi due anni, in particolare per l’impennata dei prezzi del mercato, più che triplicati a inizio 2018 rispetto al 2015. L’incremento dei prezzi ha avuto un impatto al momento ancora contenuto sulla bolletta, ma in prospettiva preoccupante in termini di oneri a carico del consumatore finale. Ne è derivato un dibattito sull’effettiva sostenibilità economica dello schema, e il Mise è intervenuto con un decreto correttivo pubblicato a luglio 2018, alla cui efficacia sembrerebbe legato il futuro dello schema. È utile dunque analizzare gli elementi che hanno portato a fase di crisi un meccanismo fino a un paio di anni fa ritenuto estremamente virtuoso.

Pubblicato sull’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’ENEA. Continue reading →