L’energy manager nella P.A.

energy manager nella pubblica amministrazione

L’energy manager è una figura fondamentale negli enti pubblici per assicurare una gestione razionale dell’energia e il conseguente risparmio economico, ma soprattutto per cogliere i benefici in termini di ambiente, sostenibilità, valore del parco immobiliare, condizioni dei dipendenti, sicurezza, immagine, etc. che si accompagnano alla riqualificazione energetica. Ne ho parlato a un convegno organizzato dalla Regione Siciliana per illustrare l’avvio di una rete di energy manager nell’isola.

La legge 10/1991 ha previsto l’obbligo di nomina dell’energy manager per imprese ed enti oltre certe soglie di consumi energetici. Per la pubblica amministrazione il valore di riferimento è mille tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Tanto per capirci, gli enti che superino i 5 milioni di kWh elettrici o il milione di metri cubi di gas naturale sono sicuramente obbligati, visto che un tep corrisponde a 5.350 kWh e 1.200 m3 di gas. In genere per un ente locale la soglia dei 1.000 tep viene raggiunta fra i 10.000 e i 15.000 abitanti, anche se dipende dalla presenza o meno di impianti tecnologici in capo all’ente (e.g. impianti di pompaggio, depuratori, gestione rifiuti, etc.) e dalla zona climatica.

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Certificati bianchi: uno schema complesso

labirinto risolto

Lo schema dei certificati bianchi (alias titoli di efficienza o TEE) è caratterizzato da complessità proprie di un sistema di obbligo unito a un mercato di compravendita dei titoli necessari per conseguire l’obbligo stesso, per cui risulta più difficile e sfidante da gestire rispetto a meccanismi di supporto più semplici. Sebbene i risparmi energetici generati nell’ambito del meccanismo siano consistenti (oltre 27 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio cumulate dal 2005), le magagne non sono dunque mancate e – complici un’aggiornamento delle linee guida non tempestivo, alcuni errori di gestione e l’atteggiamento truffaldino di alcuni operatori – si è finiti in una situazione critica. Produzione di TEE insufficiente, risparmi annui in calo, prezzi dei certificati e costi del sistema cresciuti i sintomi della malattia. Possiamo uscirne?

Di seguito alcune considerazioni sul tema, di cui ho parlato alla conferenza annuale FIRE sui certificati bianchi.

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Efficienza energetica negli edifici e nuove direttive

riqualificazione energetica edifici

Negli ultimi mesi sono state pubblicate le nuove direttive sulla prestazione energetica degli edifici, sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili. Non solo intervenire sul parco immobiliare diventa una priorità, ma il nuovo pacchetto di direttive comunitarie introduce interessanti novità. La presentazione, tenuta alla conferenza della Fondazione Megalia, ne riassume i punti fondamentali, insieme alle principali sfide legate alla riqualificazione energetica degli edifici.

Con riferimento al settore degli edifici, il Pacchetto clima ed energia della Commissione europea al 2030 si fonda sui seguenti elementi:

  • strategie nazionali da definirsi per avere al 2050 un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza;
  • settori non-ETS chiamati a contribuire in modo rilevante agli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti;
  • prima l’efficienza energetica come criterio decisionale;
  • contrasto della povertà energetica;
  • aumento dell’efficienza energetica a livello UE del 32,5% e per ogni Stato Membro dello 0,8% annuo.
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Energy management: le sfide per l’industria

demand response e scelte per il consumatore

Nell’intervento tenuto alla conferenza FIRE Enermanagement ho ripreso i temi dell’energy management descritti nell’articolo sull’efficienza energetica e l’IoT, integrandoli con considerazioni sulla trasformazione dell’industria dell’energia e altre sfide che il settore si troverà ad affrontare. Fra queste la gestione delle risorse in un’ottica circolare, l’integrazione fra questo e il core business, le politiche di obbligo e supporto. 

L’intervento parte dagli obiettivi e dagli investimenti attesi, passa quindi ad illustrare le principali sfide per l’industria in tema di energy management e mostra quindi come IoT, approccio basato su benefici multipli dell’efficienza energetica e sistemi di gestione dell’energia ISO 50001 siano strumenti fondamentali.

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Rapporto energy manager FIRE 2018

rapporto energy manager 2018

La presentazione del rapporto FIRE sugli energy manager riferiti alle nomine 2017. Si nota un’ulteriore crescita degli energy manager, nominati sia da soggetti obbligati che volontari, delle figure con certificazione EGE e delle organizzazioni con ISO 50001. Sono inoltre riportati i risultati delle indagini sulle agevolazioni per le imprese energivore e sugli incentivi, che la FIRE ha condotto nel 2018.

Sono 2.315 gli energy manager nominati nel 2017 (1.564 da soggetti obbligati e 751 da soggetti non obbligati), ciò significa che rispetto agli anni precedenti continua il trend di crescita, che si aggira intorno al 6% in 4 anni per i soggetti obbligati e all’11% in 15 anni includendo anche le nomine di soggetti non obbligati. Questi alcuni dei dati emersi dal Rapporto che FIRE redige annualmente sulla figura professionale e che quest’anno contiene due indagini, una sugli incentivi e l’altra sulle agevolazioni per le imprese energivore.

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