Sconto del 10% sulle bollette grazie allo “spalma incentivi”?

La bolletta energetica pagata dagli Italiani è elevata. Giusto cercare di tagliarla, ma non con misure retroattive e non a sfavore delle fonti rinnovabili.

Pubblicato su: www.formiche.net.

La bolletta energetica pagata dagli Italiani è elevata. Si sa. E la colpa è dei cosiddetti oneri di sistema. Anche questo si sa. O almeno l’abbiamo visto scritto tante di quelle volte che ha finito per diventare verità.

Visto che il premier Renzi ha promesso un taglio del 10%, per arrivarci si parla in queste settimane di un decreto “spalma incentivi” obbligatorio: una misura retroattiva sui benefici assegnati negli scorsi anni agli impianti fotovoltaici attraverso lo strumento del conto energia, mirata a ridurre gli oneri di sistema. Beninteso una disposizione che darebbe un vantaggio di qualche punto percentuale, non certo di dieci, e andrebbe dunque integrata da altre azioni.

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Nuovi modelli per l’efficienza energetica al convegno di ENEL Fondazione

L’efficienza energetica ha ormai raccolto un interesse generalizzato da parte del mercato e dei policy maker. La trasformazione in azioni concrete di questa sensibilità crescente richiede però uno sforzo non trascurabile, che passi per nuovi approcci alla gestione delle aziende e dei patrimoni immobiliari, oltreché per nuovi modelli di business. La FIRE sta realizzando uno studio sul tema per Enel Fondazione.

Gli atti del convegno saranno disponibili su www.enel.com/it-IT/enel_foundation

Intervista su cartolarizzazione degli oneri di sistema

Intervista sulla proposta di cartolarizzazione degli oneri di sistema collegata al “decreto del fare 2”.

Pubblicato su: Agi Energia.

Qual è il suo parere sulla proposta del ministro Zanonato di spalmare gli incentivi per le energie rinnovabili in un arco di tempo maggiore, così da ridurre gli oneri di sistema nella componente A3 della bolletta?

Ritengo che in questo momento il Paese non abbia bisogno di palliativi, e gli sconti in bolletta sono concettualmente palliativi, in quanto non vanno a risolvere il problema strutturale del costo dell’energia in Italia ma introducono semplicemente una lieve riduzione dei costi che, tra l’altro va anche dimostrata, perché, oggi come oggi, tutti si preoccupano dei cosiddetti oneri di sistema ma nessuno parla di altre voci come gli oneri di dispacciamento, che sono raddoppiati negli ultimi sei mesi a 10 euro al megawattora. Se uno, per risparmiare 7 euro sui 37 al megawatt/ora di oneri di sistema, finisce per caricarne altrettanti su un’altra voce, significa che toccava pensare qualcosa di meglio per risolvere questo problema.
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