Per aumentare l’efficienza energetica bisogna intervenire sui processi industriali

Con Dario Di Santo (FIRE) parliamo dei vantaggi per le aziende degli interventi di efficientamento.

Intervista rilasciata a Smart energy expo (NDR: leggermente integrata).

In Italia, l’industria assorbe 33 milioni di tep, circa un terzo del consumo di energia del Paese. La Strategia energetica nazionale, approvata nella scorsa legislatura, ha stabilito che in questo settore si deve ottenere un risparmio di circa quattro megatep. Dal 1990 in poi, secondo il rapporto sull’efficienza energetica dell’Enea, il comparto è già riuscito a risparmiare il 15% di energia primaria. Secondo gli esperti, però, i margini di miglioramento per l’Italia sono ancora ampi. Dell’argomento abbiamo parlato con Dario Di Santo, Direttore della Federazione Italiana per l’uso razionale dell’Energia (FIRE).

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Edifici e FER: fra obblighi e opportunità

Efficienza energetica e fonti rinnovabili termiche sono un’opportunità per gli edifici e l’economia del Paese. Un sistema di regole complesse all’inverosimile, unito all’ottica assistenzialista che ancora caratterizza molti imprenditori nazionali, frena però lo sviluppo del mercato.

Memoria presentata alla 4a Conferenza per le rinnovabili termiche degli Amici della Terra il 13 maggio 2013.

Energia elettrica e calore vedono fra i consumatori principali i circa 13 milioni di edifici, siano essi condomini, uffici, centri commerciali o centri produttivi. Per soddisfare la richiesta storicamente si sono confrontate le soluzioni distribuite con quelle centralizzate. Le prime hanno prevalso nel termico e le seconde nell’elettrico, e dovrebbe fare riflettere che nei due casi si è assistito alla tendenza a bilanciare grandi e piccoli impianti, piuttosto che a estremizzare l’evoluzione storica. La ragione è semplice: i piccoli impianti riducono le perdite di rete e possono essere dimensionati in modo ottimale sulle esigenze delle utenze, mentre i grandi impianti garantiscono delle efficienze di scala (economiche, energetiche, ambientali e di sicurezza), ciascun gruppo facendosi forte delle debolezze dell’altro.

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