Nuovo codice degli appalti e contratti EPC

Gli obiettivi fissati dalle politiche comunitarie e nazionali in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, rafforzati lo scorso anno dalla stipula dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, prevedono per la Pubblica Amministrazione un ruolo attivo non solo nella definizione di politiche territoriali, ma anche in relazione alle politiche di acquisto (green procurement) e alla riqualificazione del proprio parco immobiliare. Con il D.Lgs. 50/2016 è stato pubblicato il nuovo codice degli appalti, che introduce numerose novità su diversi fronti e che avrà un impatto non trascurabile anche sugli aspetti legati alla sostenibilità. Nell’articolo si sintetizzano alcuni aspetti fondamentali e si evidenziano negli appositi box alcuni elementi utili, come l’applicabilità dei contratti EPC con il conto termico e le linee guida Eurostat sulla contabilità dei contratti EPC.

Pubblicato su Ambiente&Sicurezza n. 11/2016.

Il nuovo codice degli appalti si applica ai bandi e agli avvisi di gara inviati a partire dal 19 aprile 2016 e alle procedure negoziate per le quali non siano stati inviati gli inviti ai soggetti individuati tramite l’apposita selezione. Rispetto al vecchio codice è stato decisamente ridotto il peso cartaceo della normativa di riferimento, passata dagli oltre 600 articoli presenti nel combinato del D.Lgs. 163/2006 e del D.P.R. 207/2010 ai 220 articoli che costituiscono quello nuovo.

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Contratti EPC, nuovo codice degli appalti e conto termico

In questa breve nota, scritta da Piergabriele Andreoli dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena con una mia revisione per integrarla nell’articolo dedicato al codice degli appalti che publicherò a breve, viene fatta qualche prima considerazione su come integrare le nuove regole con i contratti EPC e il conto termico.  Lo scopo è offrire alle amministrazioni pubbliche uno strumento utile per la riqualificazione energetica del proprio parco immobiliare.

I contratti EPC rappresentano un importante strumento per la riqualificazione degli immobili pubblici. In attesa delle linee guida previste dal D.Lgs. 102/2014, può essere utile fare qualche ragionamento sull’applicazione degli EPC in collegamento al nuovo codice degli appalti e allo strumento del conto termico, recentemente aggiornato, che può essere un valido incentivo per gli interventi di efficientamento energetico e installazione di fonti rinnovabili termiche realizzabili dalla pubblica amministrazione.

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Cosa sono i contratti EPC

contratti EPC

Si parla molto di contratti EPC (energy performance contracts) negli ultimi anni, spesso a sproposito. In questo breve articolo, prevalentemente tratto da un più ampio articolo sul nuovo codice degli appalti che pubblicherò nei prossimi giorni, ricordo di cosa si tratti. Fondamentale per parlare di EPC la presenza di un canone di servizio basato sulla quantità di risparmi energetici ottenuti grazie al miglioramento dell’efficienza energetica rispetto alla baseline di riferimento. 

Per contratto EPC (energy performance contract o contratto di rendimento energetico o di prestazione energetica) si intende, in accordo alla definizione data dal D.Lgs. 102/2014, un accordo contrattuale tra il beneficiario o chi per esso esercita il potere negoziale e il fornitore di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, verificata e monitorata durante l’intera durata del contratto, dove gli investimenti (lavori, forniture o servizi) realizzati sono pagati in funzione del livello di     miglioramento     dell’efficienza     energetica     stabilito contrattualmente o di altri criteri di prestazione   energetica concordati, quali i risparmi finanziari.

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Riqualificare gli edifici pubblici: strumenti disponibili

Le amministrazioni pubbliche possono giocare un ruolo importante in termini di uso intelligente delle risorse. L’efficienza energetica è una delle leve principali in tal senso. Nel workshop che FIRE ha organizzato a Venezia nell’ambito del progetto ENSPOL si è parlato degli strumenti disponibili per la P.A. e di come sfruttarli al meglio.

Nell’ambito del progetto ENSPOL la FIRE – d’intesa col Ministero dello sviluppo economico e in collaborazione con ENEA, GSE e Consip – sta organizzando dei workshop interregionali sul tema degli strumenti disponibili  per supportare le amministrazioni pubbliche nella riqualificazione energetica degli edifici. A Venezia si è tenuto il secondo incontro di questo tipo il 15 dicembre 2015, in collaborazione con la Regione del Veneto.

Il recente accordo di Parigi sulla mitigazione dei cambiamenti climatici chiama tutti noi a una gestione efficiente e intelligente delle risorse disponibili. L’efficienza energetica rappresenta la leva principale per contenere le emissioni di gas serra, come riconosciuto dalle principali organizzazioni non governative coinvolte in queste tematiche. E l’amministrazione pubblica gioca un ruolo fondamentale in tale percorso, in quanto unisce un ruolo privatistico (la gestione del proprio parco immobiliare e delle proprie utenze tecniche) e uno pubblico (pianificazione e regolazione a livello territoriale, informazione e ruolo esemplare, gestione delle risorse per la promozione della green economy e per il contrasto alla fuel poverty).

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Efficienza energetica negli edifici

Il seguente articolo è stato pubblicato sullo speciale Energia e Ambiente del settimanale Tempi e tratta alcuni aspetti fondamentali della riqualificazione energetica del parco immobiliare, come le soluzioni disponibili, gli strumenti di mercato, gli attori, gli incentivi e il ruolo fondamentale della pubblica amministrazione.

Scarica lo speciale sull’energia e l’ambiente (disponibile su www.tempi.it).

 

Il patrimonio immobiliare e l’energia

In Italia, secondo i dati forniti da ENEA, sono presenti circa 11 milioni e mezzo di edifici residenziali, per 32 milioni di abitazioni, di cui oltre 5 milioni non occupate. A questi si aggiungono oltre 100.000 edifici nel terziario per 3 milioni e mezzo di unità immobiliari. Il 70% circa degli immobili è stato costruito prima dell’entrata in vigore delle leggi sui consumi energetici (in particolare la legge 373/1976). Più in generale circa un terzo dei consumi energetici finali del Paese sono legati agli usi civili.

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