L’energy manager nella P.A.

energy manager nella pubblica amministrazione

L’energy manager è una figura fondamentale negli enti pubblici per assicurare una gestione razionale dell’energia e il conseguente risparmio economico, ma soprattutto per cogliere i benefici in termini di ambiente, sostenibilità, valore del parco immobiliare, condizioni dei dipendenti, sicurezza, immagine, etc. che si accompagnano alla riqualificazione energetica. Ne ho parlato a un convegno organizzato dalla Regione Siciliana per illustrare l’avvio di una rete di energy manager nell’isola.

La legge 10/1991 ha previsto l’obbligo di nomina dell’energy manager per imprese ed enti oltre certe soglie di consumi energetici. Per la pubblica amministrazione il valore di riferimento è mille tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Tanto per capirci, gli enti che superino i 5 milioni di kWh elettrici o il milione di metri cubi di gas naturale sono sicuramente obbligati, visto che un tep corrisponde a 5.350 kWh e 1.200 m3 di gas. In genere per un ente locale la soglia dei 1.000 tep viene raggiunta fra i 10.000 e i 15.000 abitanti, anche se dipende dalla presenza o meno di impianti tecnologici in capo all’ente (e.g. impianti di pompaggio, depuratori, gestione rifiuti, etc.) e dalla zona climatica.

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Contratti EPC: linee guida Eurostat e intervista su Smart City

Contratti EPC con Dario Di Santo su Smart City Radio24

Introdotto formalmente nella legislazione italiana nel 2008, il contratto di energy performance (EPC) era considerato l’anello mancante che avrebbe permesso di chiudere la filiera delle riqualificazioni energetiche, soprattutto dal punto di vista finanziario. Come vedremo, consiste nell’affidare a una società specializzata (una ESCO – energy service company) la riqualificazione energetica e la successiva gestione energetica di un edificio, piuttosto che uno stabilimento, a fronte di un canone che varia in proporzione all’effettivo risparmio energetico conseguito.La formula funziona, mi ci sono alcune attenzioni da osservare. Ne approfitto inoltre per riportare una sintesi sulle nuove linee guida Eurostat, che contengono importanti novità per la Pubblica Amministrazione e la possibilità di ricorrere a investimenti fuori bilancio.

Di seguito l’intervista rilasciata a Maurizio Melis su Smart City, il programma di Radio 24 dedicato alle tematiche energetiche.

L’intervista tratta in generale il tema dell’EPC: le sue caratteristiche fondamentali, gli elementi che lo contraddistinguono e una serie di considerazioni sulla sua diffusione. Per quanto riguarda la P.A., è stata pubblicata a maggio da Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione europea, e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), la guida per il trattamento statistico degli Energy Performance Contract (EPC).

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Nuovo codice degli appalti e contratti EPC

Gli obiettivi fissati dalle politiche comunitarie e nazionali in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, rafforzati lo scorso anno dalla stipula dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, prevedono per la Pubblica Amministrazione un ruolo attivo non solo nella definizione di politiche territoriali, ma anche in relazione alle politiche di acquisto (green procurement) e alla riqualificazione del proprio parco immobiliare. Con il D.Lgs. 50/2016 è stato pubblicato il nuovo codice degli appalti, che introduce numerose novità su diversi fronti e che avrà un impatto non trascurabile anche sugli aspetti legati alla sostenibilità. Nell’articolo si sintetizzano alcuni aspetti fondamentali e si evidenziano negli appositi box alcuni elementi utili, come l’applicabilità dei contratti EPC con il conto termico e le linee guida Eurostat sulla contabilità dei contratti EPC.

Pubblicato su Ambiente&Sicurezza n. 11/2016.

Il nuovo codice degli appalti si applica ai bandi e agli avvisi di gara inviati a partire dal 19 aprile 2016 e alle procedure negoziate per le quali non siano stati inviati gli inviti ai soggetti individuati tramite l’apposita selezione. Rispetto al vecchio codice è stato decisamente ridotto il peso cartaceo della normativa di riferimento, passata dagli oltre 600 articoli presenti nel combinato del D.Lgs. 163/2006 e del D.P.R. 207/2010 ai 220 articoli che costituiscono quello nuovo.

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Attori dell’efficienza energetica al Forum P.A.

L’intervento fatto all’interno di ForumPA nell’ambito del Programma l’Italia in classe A promosso da ENEA e MiSE. Nella presentazione sono descritti alcuni degli attori fondamentali per supportare le amministrazioni pubbliche nella riqualificazione energetica dei propri edifici ed impianti tecnici (illuminazione pubblica, acquedotti, etc.).

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Contratti EPC, nuovo codice degli appalti e conto termico

In questa breve nota, scritta da Piergabriele Andreoli dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena con una mia revisione per integrarla nell’articolo dedicato al codice degli appalti che publicherò a breve, viene fatta qualche prima considerazione su come integrare le nuove regole con i contratti EPC e il conto termico.  Lo scopo è offrire alle amministrazioni pubbliche uno strumento utile per la riqualificazione energetica del proprio parco immobiliare.

I contratti EPC rappresentano un importante strumento per la riqualificazione degli immobili pubblici. In attesa delle linee guida previste dal D.Lgs. 102/2014, può essere utile fare qualche ragionamento sull’applicazione degli EPC in collegamento al nuovo codice degli appalti e allo strumento del conto termico, recentemente aggiornato, che può essere un valido incentivo per gli interventi di efficientamento energetico e installazione di fonti rinnovabili termiche realizzabili dalla pubblica amministrazione.

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