Intervista su efficienza energetica per PMI

L’intervista rilasciata per lo sportello sviluppo economico della Città metropolitana di Bologna. L’originale è disponibile a questo link.

Dario Di Santo, perché l’efficientamento energetico è un investimento per le piccole e medie imprese? A quali direttive devono fare riferimento le imprese per quanto riguarda l’efficientamento energetico?

“Ci sono almeno cinque motivi per investire in un uso efficiente dell’energia. Il primo è per risparmiare sui costi energetici, riducendo inoltre il rischio futuro legato a possibili crisi sui prezzi. Il secondo riguarda la riduzione delle emissioni di CO2, un elemento che sarà sempre più centrale per le imprese, sia per il rafforzamento e l’estensione dell’emission trading, sia in ragione delle nuove regole sulla rendicontazione di sostenibilità che dal 2024 saranno estese a tutte le imprese quotate, escluse le microimprese. Al terzo posto abbiamo il legame tra uso dell’energia e sostenibilità, con le relative ricadute per le realtà che si conformano all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il quarto motivo si riferisce agli obblighi e agli obiettivi in materia energetico-ambientale, definiti dal Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) a livello Paese. C’è infine il tema dell’accesso alle risorse economiche, sia per aumentare la capitalizzazione, sia per investire in nuovi progetti: in entrambi i casi saranno favoriti i soggetti attenti alle questioni energetiche, ambientali e sociali”.

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Caro energia: l’importanza di una strategia per le imprese

Il caro energia ha messo numerose imprese in difficoltà. Imprese che vorrebbero intervenire per risolvere il problema subito, cosa però non possibile. Nella presentazione parlo dell’importanza di agire secondo una strategia pensata per rispondere alle tematiche che più mettono in discussione la competitività nel medio periodo: la questione climatica, la sostenibilità, i temi sociali. La risposta questi problemi si basa, tra l’altro, sull’efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili, e porta con sé la riduzione dell’esposizione al rischio sugli approvvigionamenti e a quello sui prezzi. La buona notizia è che le opportunità di intervento nelle PMI sono ampie e che abbiamo a disposizione strumenti utili, come l’energy manager, le diagnosi energetiche, i dispositivi per il monitoraggio dei consumi e l’automazione, e i sistemi di gestione dell’energia.

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Le proposte di FIRE sul D.L. 91/2014

Condivido le proposte presentate da FIRE alla 10a Commissione del Senato nell’ambito della conversione in legge del D.Lgs. 91/2014 sulla competitività, che penalizza la cogenerazione ad alto rendimento e le fonti rinnovabili di energia, invece che promuoverle come previsto dalla Strategia energetica nazionale e proclamato più volte da esponenti governativi.

Leggi il comunicato stampa e scarica il documento di proposte.

Bolletta, invece di colpire le rinnovabili rendiamo il sistema più efficiente

Se il mercato elettrico fosse gestito in modo efficiente, gli utenti potrebbero beneficiare da subito di una buona parte dei 23 €/MWh di riduzione del PUN che si sono avuti da dicembre 2013 ad oggi anche grazie alle rinnovabili. Un valore che, nemmeno a farlo apposta, corrisponde proprio al 10% di sconto in bolletta promesso da Renzi.

Si tratta di una riproposizione sintetica di quanto trattato nel post precedente. A chi lo avesse letto do appuntamento al prossimo post per altri temi.

Pubblicato su: QualEnergia.

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La politica energetica degli sconti in bolletta

Nonostante le previsioni della Strategia energetica nazionale nel nostro Paese si continua a porre l’attenzione al tema degli sconti in bolletta, diventati peraltro uno dei punti programmatici di Renzi, arrivando addirittura alla proposta di misure retroattive per il fotovoltaico. Ne vale la pena per un beneficio davvero modesto?

Pubblicato su: Quotidiano energia.

Dopo mesi di consultazione l’Italia si è dotata lo scorso anno di una Strategia energetica nazionale (SEN) con il D.M. 8 marzo 2013. Un provvedimento ardito in un Paese in cui si passa il tempo a disfare e rifare tutto, nell’ipotesi di base che chi ha agito prima comunque abbia fatto male. Purtroppo, a parte le citazioni in interventi di vario genere, la SEN non gode di particolare attenzione. Prendiamo i punti 1, 3 e 4 del documento: la prima delle priorità è l’efficienza energetica, accompagnata dallo sviluppo delle rinnovabili e dalla riforma del mercato dell’energia.

Peccato che la pratica si scosti da tali intenzioni. I temi che infatti hanno ricevuto attenzione in campo energetico negli ultimi mesi sono: una bozza di recepimento della direttiva sull’efficienza energetica con qualche spunto lodevole, ma meno coraggiosa di quanto la priorità 1 della SEN facesse intendere, attenzione incentrata sugli “sconti in bolletta” e sulle esenzioni per gli energivori, diverse decisioni avverse alle fonti rinnovabili (e al fotovoltaico in particolare), non ultima quella – per ora solo sulla carta – dello “spalma incentivi” obbligatorio, il capacity payment.

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