L’Energia assente dalle proposte politiche

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Obama, presidente degli Stati Uniti, mette il tema energetico al centro delle problematiche da affrontare nel nuovo programma. Nel discorso inaugurale del secondo mandato troviamo il seguente, lungo, inciso “We, the people, still believe that our obligations as Americans are not just to ourselves, but to all posterity. We will respond to the threat of climate change, knowing that the failure to do so would betray our children and future generations. Some may still deny the overwhelming judgment of science, but none can avoid the devastating impact of raging fires and crippling drought and more powerful storms. The path towards sustainable energy sources will be long and sometimes difficult. But America cannot resist this transition, we must lead it. We cannot cede to other nations the technology that will power new jobs and new industries, we must claim its promise. That’s how we will maintain our economic vitality and our national treasure – our forests and waterways, our crop lands and snow-capped peaks. That is how we will preserve our planet, commanded to our care by God. That’s what will lend meaning to the creed our fathers once declared”. Continue reading →

Un sistema elettrico sovradimensionato

In un decennio siamo passati da un sistema elettrico con capacità produttiva insufficiente a uno con un imbarazzante eccesso di offerta, che ha portato problemi che in parte compensano i benefici legati al miglioramento dell’efficienza degli impianti termoelettrici e alla forte crescita delle fonti rinnovabili. Ma nelle situazioni difficili si possono trovare motivi di crescita.

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Qualcuno di voi forse ricorderà che dieci anni or sono avevamo il problema di una capacità di generazione elettrica insufficiente, ossia le centrali attive nel nostro Paese riuscivano a malapena a garantire la copertura del fabbisogno istantaneo di energia.

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Cercasi (vera) strategia energetica nazionale

l documento del governo può rappresentare un buon punto di partenza, ma sarà inutile se non potrà fondarsi su un sistema legislativo efficiente e su cittadini e operatori di mercato proattivi e coraggiosi. L’analisi di Dario Di Santo, direttore di FIRE.

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In queste settimane è in consultazione sul portale del Ministero dello sviluppo economico (Mse) la Strategia energetica nazionale. Al di là dell´osservazione – che ognuno può interpretare come vuole – che dopo anni e anni di vaghe promesse di simili documenti quadro o di conferenze nazionali sull´energia andate regolarmente deluse, un governo tecnico in un anno di attività riesca nell´impresa, il testo si presta a qualche commento. Il punto di partenza è che la strategia – che può essere letta da chiunque – ha il merito di cercare di fare un quadro complessivo delle politiche energetiche ed è basata su una lunga serie di buoni e condivisibili obiettivi e propositi. Il governo parte da un generico obiettivo di competitività del sistema Paese e individua sette priorità per raggiungerlo, che spaziano dal superamento degli obiettivi del 20-20-20 (rinnovabili, CO2, efficienza), allo sviluppo delle reti energetiche di connessione con l´estero, alla ricerca di nuovi idrocarburi e alla ristrutturazione del settore della raffinazione e della distribuzione dei carburanti, chiudendo con la modernizzazione del sistema di governance. Continue reading →