Certificati bianchi: una sintesi

Una sintesi sullo schema dei TEE preparata per RiEnergia. In uno spazio limitato cerco di evidenziare i punti salienti del meccanismo, i risultati conseguiti e alcuni aspetti sulle nuove linee guida. Ricordo che la FIRE organizza il 30 maggio a Milano la conferenza annuale Certificati bianchi: titoli di efficienza energetica a portata di mano, in cui saranno discusse in dettaglio le novità delle nuove linee guida.

Pubblicato su: RiEnergia.

L’Italia ha tre schemi statali per l’incentivazione degli interventi di efficienza energetica: i certificati bianchi, le detrazioni fiscali e il conto termico. Gli ultimi due sono mirati agli edifici e specializzati rispettivamente sul settore privato e pubblico (per quanto il conto termico comprenda anche il privato per interventi legati alle fonti rinnovabili termiche, come solare termico, pompe di calore e caldaie a biomasse).

I certificati bianchi – detti anche titoli di efficienza energetica o TEE – sono stati invece introdotti nel 2001, e effettivamente attivati nel 2005, con l’ambizione di coprire tutti i settori e le tecnologie. Essi rappresentano il meccanismo di incentivazione più longevo introdotto nel nostro Paese e, passando attraverso aggiustamenti successivi, stanno entrando nella quarta fase, in virtù delle nuove linee guida pubblicate il 3 aprile (D.M. 11 gennaio 2017).

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La partita si gioca sul piano dell’efficienza energetica

Sul mensile Impresa del Gruppo 24 Ore è stato pubblicato un articolo sull’energia e l’efficienza energetica in cui viene dato qualche spunto interessante ai manager in merito a obiettivi al 2020, rinnovabili ed uso razionale dell’energia. All’interno alcuni elementi tratti dal materiale da me fornito al giornalista Luigi Dell’Olio, che riporto di seguito insieme all’articolo, in quanto potenzialmente utile. I temi dell’efficienza energetica, dei trend e degli strumenti più efficaci per le imprese saranno ripresi nel tradizionale appuntamento FIRE Enermanagement il 1 dicembre a Milano.

Pubblicato su Impresa di novembre 2016. Continue reading →

Energy performance contracting

L’EPC è uno strumento fondamentale per riqualificare energicamente immobili e impianti industriali. Nella presentazione introduttiva alla conferenza annuale FIRE ne illustro le caratteristiche di base, partendo dal contesto di riferimento. Fondamentali per lo sviluppo dell’EPC sono le ESCO, la misura e verifica dei risparmi (IPMVP), e la diffusione delle necessarie competenze energetiche, economiche e giuridiche. 

L’energy performance contracting (EPC) è uno degli strumenti più interessanti per realizzare interventi di efficienza energetica nel settore pubblico e privato. Si tratta di riqualificare edifici e impianti attraverso un contratto di servizio energetico con contratto a garanzia dei risultati e canone collegato al livello di prestazione energetica raggiunta. Oltre a consentire di realizzare interventi complessi presso consumatori senza competenze tecniche (come famiglie e PMI), l’EPC favorisce il finanziamento tramite terzi, ossia la possibilità di ripagare l’impianto attraverso il canone di servizio.

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Il fondo europeo per l’efficienza energetica

Il finanziamento dei progetti di efficientamento energetico pone sfide non banali. Sebbene l’efficienza nell’uso dell’energia sia la soluzione più conveniente per la decarbonizzazione e per gli obiettivi di Parigi, molti progetti interessanti si arenano di fronte alle risorse economiche e finanziarie. La registrazione del webinar ricorda i principali schemi e strumenti di finanziamento e consente di approfondire il funzionamento e le modalità di accesso al Fondo europeo per l’efficienza energetica.

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Nuovo codice degli appalti e contratti EPC

Gli obiettivi fissati dalle politiche comunitarie e nazionali in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, rafforzati lo scorso anno dalla stipula dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, prevedono per la Pubblica Amministrazione un ruolo attivo non solo nella definizione di politiche territoriali, ma anche in relazione alle politiche di acquisto (green procurement) e alla riqualificazione del proprio parco immobiliare. Con il D.Lgs. 50/2016 è stato pubblicato il nuovo codice degli appalti, che introduce numerose novità su diversi fronti e che avrà un impatto non trascurabile anche sugli aspetti legati alla sostenibilità. Nell’articolo si sintetizzano alcuni aspetti fondamentali e si evidenziano negli appositi box alcuni elementi utili, come l’applicabilità dei contratti EPC con il conto termico e le linee guida Eurostat sulla contabilità dei contratti EPC.

Pubblicato su Ambiente&Sicurezza n. 11/2016.

Il nuovo codice degli appalti si applica ai bandi e agli avvisi di gara inviati a partire dal 19 aprile 2016 e alle procedure negoziate per le quali non siano stati inviati gli inviti ai soggetti individuati tramite l’apposita selezione. Rispetto al vecchio codice è stato decisamente ridotto il peso cartaceo della normativa di riferimento, passata dagli oltre 600 articoli presenti nel combinato del D.Lgs. 163/2006 e del D.P.R. 207/2010 ai 220 articoli che costituiscono quello nuovo.

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