Luci e ombre nel documento dell’Autorità per l’energia sui SEU

La segnalazione sugli oneri di sistema inserita nel documento di consultazione dell’Autorità per l’energia sui SEU lascia un po’ perplessi nella forma e ha fatto perdere di vista i contenuti del DCO, ma il problema di fondo è come rispondere alla trasformazione del sistema elettrico a beneficio del sistema Paese e della collettività.

Pubblicato su Staffetta Quotidiana.

Il Governo nel 2008, recependo la direttiva 2006/32/CE, introdusse una novità importante per la generazione diffusa: i sistemi efficienti di utenza (SEU). Si tratta in sintesi di una struttura regolatoria che consente di considerare sotto un unico punto di connessione con la rete un utente finale e un sistema di generazione di elettricità, anche nella titolarità di soggetti differenti. Un sistema in grado in pratica di promuovere il modello delle ESCO che offrono un servizio energetico chiavi in mano con finanziamento tramite terzi, ossia senza impegno di risorse da parte dell’utente finale. L’intento alla base di questo strumento è chiaramente la promozione della generazione diffusa efficiente, in linea con le direttive comunitarie e gli sviluppi del mercato mondiale negli ultimi decenni.

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Primo, riqualificare il patrimonio pubblico

Le carceri fanno parte di quel patrimonio di edilizia pubblica da cui partire per diminuire i consumi energetici. Ne abbiamo parlato con Dario Di Santo, direttore della Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (FIRE).

Tratto da: La nuova ecologia.

Le nuove direttive dell’Ue sull’efficienza energetica affidano un ruolo di esempio agli edifici degli enti pubblici. Qual è la situazione del parco immobiliare pubblico in Italia?

Esiste una forte carenza di dati sul numero e sullo stato di conservazione degli edifici pubblici. I dati forniti dal Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio (Cresme), indicano 13.581 uffici e 51.904 scuole per un totale di 96 milioni di metri quadrati. L’anno di costruzione, analizzato per le scuole, vede una percentuale di edifici precedenti gli anni ‘80 pari al 70%. Questo dato preoccupa perché il costruito precedente alla legge 373 del 1976 segue criteri per nulla attenti agli aspetti energetici.

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