Certificati bianchi: una nuova fase partendo da mercato, misura e addizionalità

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I certificati bianchi entrano in una nuova fase con le linee guida del D.M. 11 gennaio 2017. Nuovi progetti ammissibili e metodologie per la valutazione dei risparmi energetici, nuovi criteri sulla misura, ruoli meglio definiti per proponenti e titolari dei progetti sono alcuni degli elementi che le caratterizzano. Gli strumenti di supporto previsti, come le guide operative settoriali e un dialogo costruttivo con gli operatori, dovranno offrire risposte ai principali temi: obiettivi da raggiungere, mercato, complessità delle regole, misura, baseline e addizionalità. Di questi aspetti parlo nella presentazione tenuta come introduzione alla sesta conferenza annuale FIRE sui TEE.

Lo schema dei certificati bianchi ha consentito di conseguire risultati ragguardevoli, con oltre 24 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep) addizionali risparmiate. Le nuove linee guida, emanate ad aprile con la pubblicazione del D.M. 11 gennaio 2017, sono viste dagli operatori con una certa cautela in merito a temi quali la misura dei consumi ante intervento, l’addizionalità, i progetti ammissibili e i campioni da sottoporre a misura nei nuovi progetti standard, ma anche con un atteggiamento positivo, confidando in una maggiore opportunità di dialogo e confronto con le istituzioni.

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Chimica, efficienza energetica ed energy manager

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L’industria chimica in Italia è fra i comparti più performanti in termini di efficienza energetica, guardando ai risultati ottenuti dal 1990 ad oggi. Molte sono comunque le sfide per il futuro, e soprattutto il contributo che la chimica potrà dare nell’ottica di un uso più efficiente delle risorse, di una maggiore sostenibilità e della trasformazione di prodotti e servizi.  Ne ho parlato al convegno “Energie dalla chimica” organizzato a Sperlonga dall’Ordine dei chimici di Roma.

L’indice di efficienza energetica della chimica fra il 1990 e il 2013 è, secondo Odyssee-Mure, nell’ordine del 55%. Un risultato ottimo, testimone dell’attenzione data dal comparto al tema della sostenibilità. Ciò non significa che non vi siano ampi spazi di miglioramento, soprattutto rivolgendo l’attenzione alla filiera (catena di distribuzione, economia circolare, nuovi prodotti e servizi) e attivando un approccio olistico all’uso delle risorse (energia, acqua, materiali, rifiuti, etc.).

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Why investing in energy efficiency

Energy efficiency can be an important driver for the competitiveness of industrial enterprises. My presentation, introductory to the webinar “Energy efficiency implementation in industries: the EU-MERCI approach to Good practices for multi-sector companies”, shows the reasons why energy efficiency should not be considered just as a cost reduction through energy savings, but could provide much more benefits. 

Many times energy efficiency is seen just as an opportunity of cost reduction through energy savings. Either if this is one of the main outcomes, and the most obvious, there are multiple benefits linked to an energy efficiency project, such as improvements in the productivity or the quality of manufactured products, the reduction of risks (energy supply, environmental, safety, etc.), lower maintenance costs and GHG emissions, etc. These additional benefits directly impact the core business and can positevily affect the value proposition and the value chain of a manufacturing enterprise.

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ISO 50001: i risultati della conferenza FIRE

I sistemi di gestione dell’energia, certificabili secondo la norma internazionale ISO 50001, sono un ottimo strumento per aumentare la competitività delle imprese stimolando il cambiamento imposto dall’Accordo sul clima di Parigi. Di seguito la presentazione introduttiva alla conferenza che la FIRE organizza annualmente sul tema, presentata da Daniele Forni.

Continua la crescita delle imprese certificate ISO 50001 e la FIRE fa il punto della situazione nella sua conferenza annuale. La norma è al momento in fase di revisione e nel frattempo si è arricchita la famiglia delle ISO 5000x, che fanno da supporto allo standard genitore. Diversi casi di successo ed esperienze sono stati presentati dai relatori intervenuti, con evidenza dei punti di forza e degli elementi di complessità collegati ai sistemi di gestione dell’energia.

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Le nuove linee guida sui certificati bianchi

Sono state pubblicate il 3 aprile le nuove linee guida sui certificati bianchi, con il D.M. 11 gennaio 2017. Le novità sono molte e consistenti: dai progetti ammissibili alle modalità di valutazione dei risparmi, dalle procedure di controllo e verifica agli strumenti di supporto. In un articolo preparato a febbraio per la rivista QualEnergia evidenzio gli elementi principali (dati più aggiornati sui TEE e i prezzi sono disponibili in quest’altro articolo). Ricordo che la FIRE organizza il 30 maggio a Milano la conferenza annuale Certificati bianchi: titoli di efficienza energetica a portata di mano, in cui saranno discusse in dettaglio le novità delle nuove linee guida.

Pubblicato su: rivista QualEnergia.

Lo schema dei certificati bianchi nel 2017 entra in una nuova fase: nuove linee guida, nuovi obiettivi, nuove regole. Trattandosi del principale schema di supporto all’efficienza energetica nel nostro Paese, c’è da auspicarsi che le nuove regole si rivelino efficaci sia facilitando lo sviluppo del mercato nazionale, sia contribuendo al raggiungimento dei target europei.

Di seguito vengono illustrati i risultati raggiunti e vengono fornite indicazioni sulle principali novità introdotte con le nuove linee guida.

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