Considerazioni sull’ecobonus al 110%

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Riporto qui alcune considerazioni molto sintetiche sulla proposta di ecobonus al 110% di cui si sta parlando. Dare priorità a interventi che favoriscano la sostenibilità ambientale e sociale è fondamentale, ma per farlo occorrono misure che siano sostenibili anche economicamente, altrimenti creeremo l’ennesima bolla a favore di pochi speculatori, incapace di produrre i risultati auspicati. La speranza è che il Governo sappia produrre una politica sostenibile in tutti i sensi.

Purtroppo non abbiamo a disposizione un cheat code per le risorse infinite come in alcuni videogiochi, nemmeno se potessimo contare su fondi messi a disposizione dall’Europa (che poi saremmo sempre noi), altrimenti l’idea dell’ecobonus drogato farebbe tutti contenti: banche, imprese, cittadini e società. Che cosa volere di più di una misura che consente ai cittadini di riqualificare le proprie villette senza spendere un euro (direttamente, perché poi il debito pubblico si chiama così perché rientra dalla finestra, anche col triplo vetro), alle imprese di intervenire certi di poter cedere quanto speso alle banche, e a queste ultime di garantirsi comunque un tornaconto grazie allo sforamento del 100% delle spese sostenute.

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Agevolazioni per gli immobili: le novità della legge di bilancio 2018

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La legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017 n. 205) introduce diverse novità sulle detrazioni fiscali a disposizione per gli edifici e le le imprese manifatturiere. Di seguito sono sintetizzati le agevolazioni per gli immobili, comprensive di conto termico (non modificato dalla legge di bilancio) in un articolo scritto con Francesco Mori di FIRE e pubblicato sul portale Rienergia.

L’efficienza energetica negli edifici, siano essi residenziali o non, è un tema estremamente importante e attuale. Oltre il 65% degli immobili presenti in Italia è stato costruito prima che entrassero in vigore reali obblighi legati alle prestazioni energetiche degli edifici, ovvero prima dell’emanazione della legge n° 373 del 1976. Sebbene nel corso degli anni siano stati eseguiti lavori di riqualificazione su alcuni immobili, il risparmio energetico conseguibile con interventi mirati ad oggi è ancora notevole. La Strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (STREPIN) stima infatti un potenziale risparmio al 2020 di 4,2 Mtep/anno per gli edifici residenziali e circa 1,5 Mtep/anno per gli edifici non residenziali (questi dati sono stati calcolati a partire dal 2014). Per raggiungere tali obiettivi gli investimenti richiesti sono ingenti: sarebbero necessari infatti 13,6 miliardi di euro all’anno per interventi nel settore residenziale e 17,5 per il non residenziale (fonte dati MiSE).

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