Bolletta, invece di colpire le rinnovabili rendiamo il sistema più efficiente

Se il mercato elettrico fosse gestito in modo efficiente, gli utenti potrebbero beneficiare da subito di una buona parte dei 23 €/MWh di riduzione del PUN che si sono avuti da dicembre 2013 ad oggi anche grazie alle rinnovabili. Un valore che, nemmeno a farlo apposta, corrisponde proprio al 10% di sconto in bolletta promesso da Renzi.

Si tratta di una riproposizione sintetica di quanto trattato nel post precedente. A chi lo avesse letto do appuntamento al prossimo post per altri temi.

Pubblicato su: QualEnergia.

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La politica energetica degli sconti in bolletta

Nonostante le previsioni della Strategia energetica nazionale nel nostro Paese si continua a porre l’attenzione al tema degli sconti in bolletta, diventati peraltro uno dei punti programmatici di Renzi, arrivando addirittura alla proposta di misure retroattive per il fotovoltaico. Ne vale la pena per un beneficio davvero modesto?

Pubblicato su: Quotidiano energia.

Dopo mesi di consultazione l’Italia si è dotata lo scorso anno di una Strategia energetica nazionale (SEN) con il D.M. 8 marzo 2013. Un provvedimento ardito in un Paese in cui si passa il tempo a disfare e rifare tutto, nell’ipotesi di base che chi ha agito prima comunque abbia fatto male. Purtroppo, a parte le citazioni in interventi di vario genere, la SEN non gode di particolare attenzione. Prendiamo i punti 1, 3 e 4 del documento: la prima delle priorità è l’efficienza energetica, accompagnata dallo sviluppo delle rinnovabili e dalla riforma del mercato dell’energia.

Peccato che la pratica si scosti da tali intenzioni. I temi che infatti hanno ricevuto attenzione in campo energetico negli ultimi mesi sono: una bozza di recepimento della direttiva sull’efficienza energetica con qualche spunto lodevole, ma meno coraggiosa di quanto la priorità 1 della SEN facesse intendere, attenzione incentrata sugli “sconti in bolletta” e sulle esenzioni per gli energivori, diverse decisioni avverse alle fonti rinnovabili (e al fotovoltaico in particolare), non ultima quella – per ora solo sulla carta – dello “spalma incentivi” obbligatorio, il capacity payment.

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Sconto del 10% sulle bollette grazie allo “spalma incentivi”?

La bolletta energetica pagata dagli Italiani è elevata. Giusto cercare di tagliarla, ma non con misure retroattive e non a sfavore delle fonti rinnovabili.

Pubblicato su: www.formiche.net.

La bolletta energetica pagata dagli Italiani è elevata. Si sa. E la colpa è dei cosiddetti oneri di sistema. Anche questo si sa. O almeno l’abbiamo visto scritto tante di quelle volte che ha finito per diventare verità.

Visto che il premier Renzi ha promesso un taglio del 10%, per arrivarci si parla in queste settimane di un decreto “spalma incentivi” obbligatorio: una misura retroattiva sui benefici assegnati negli scorsi anni agli impianti fotovoltaici attraverso lo strumento del conto energia, mirata a ridurre gli oneri di sistema. Beninteso una disposizione che darebbe un vantaggio di qualche punto percentuale, non certo di dieci, e andrebbe dunque integrata da altre azioni.

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Una Regione energy smart

Intervento tenuto il 3 aprile 2014 al convegno “Per una Regione energy smart” organizzato dal gruppo consigliare Per il Lazio. Il tema è quello di come coniugare sviluppo e competitività.

Per essere smart occorre anzitutto usare l’intelligenza, onde evitare che il fenomeno si identifichi con una serie di tecnologie di per sé affascinanti, ma non dotate di raziocinio autonomo. Insomma: smart people for smart technologies. Nel campo dell’efficienza energetica, materia sempre più al centro dell’interesse, ma molto complessa, di intelligenza ne serve tanta e in varie forme: per la conoscenza, per la gestione, per l’integrazione, per l’innovazione. Un compito del governo regionale è proprio quello di favorire lo sviluppo di queste capacità.

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Zanonato-Orlando 1-1, ma la strategia nazionale sulla green economy dov’è?

Orlando e Zanonato

L’efficienza energetica e la green economy sono sulla bocca di tutti, ma all’atto pratico molti non hanno interiorizzato la portata del cambiamento, né sono entrati in un “green vision”. Uno degli ultimi esempi riguarda il nostro Governo, che ne parla come di un target fondamentale, ma poi lancia segnali discordanti alla Commissione europea, senza nemmeno un accordo fra dicasteri differenti.

Pubblicato su www.formiche.net.

In un recente comunicato predisposto da nove ministri europei – tra cui Zanonato – il 23 ottobre si legge “la Commissione europea dovrebbe portare avanti iniziative settoriali su importanti settori tradizionali come l’acciaio e la nautica ed estendere questo approccio a settori in crescita come la farmaceutica, l’informazione, la comunicazione e le tecnologie verdi.”

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