Caro bollette: le proposte dimenticano l’efficienza e penalizzano le FER

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Negli ultimi mesi ho avuto molto da fare e ho trascurato il blog. Cercherò di recuperare… Comincio con l’articolo sul caro energia scritto per la newsletter FIRE, in cui ho ricordato che l’efficienza energetica è un’arma fondamentale per ridurre i costi per imprese ed enti. Arma colpevolmente dimentaticata nei dibattiti. Fa rabbia leggere dei sindaci che spengono simbolicamente le luci, ma che per anni non hanno nominato l’energy manager e non hanno messo in cantiere quelle iniziative che consentirebbero ai conti pubblici di subire meno i rincari delle bollette. Così le imprese troppo spesso hanno lasciato nel cassetto le diagnosi energetiche fatte ai sensi del D.Lgs. 102/2014. Lacrime di coccodrillo. Asciughiamole e diamoci da fare, che c’è una transizione energetica da realizzare, sempre più essenziale alla luce dell’ultimo rapporto IPCC, e sempre più utile per la sostenibilità della nostra civiltà.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 21 gennaio un decreto-legge (Decreto Sostegni Ter) che introduce una serie di misure per contenere gli effetti relativi all’aumento dei prezzi delle materie energetiche. Con l’attuale decreto sono stati stanziati 1,7 miliardi di euro, destinati principalmente a sostenere le imprese, i quali si vanno ad aggiungere ai 3,8 miliardi, precedentemente assegnati attraverso la Legge di Bilancio, destinati a mitigare i rincari per le famiglie. In totale, quindi, sono stati stanziati 5,5 miliardi di euro per fronteggiare il caro bollette nel primo trimestre 2022.

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