Energia e sostenibilità

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ha introdotto nel 2015, in corrispondenza alla firma dell’Accordo di Parigi sul Clima, un ampio programma basato sulle varie dimensioni della sostenibilità per i Governi, le imprese e le famiglie. L’uso razionale dell’energia è ovviamente rappresentato all’interno degli obiettivi generali e dei target specifici che compongono i cosiddetti sustainable development goals (SDGs). Nella presentazione che segue affronto il tema del legame fra energia e sostenibilità, mostrando come un uso razionale dell’energia si traduce in vari benefici in termini di sostenibilità, e viceversa.

Oltre al video della mia presentazione, che dura circa 24 minuti, sono disponibili interventi interessanti sull’applicazione dell’analisi multibenefici in diversi contesti, che vi invito a visionare per i benefici collegati all’impiego di questa metodologia, sulla cui applicazione FIRE può essere di supporto.

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Multiple benefits of energy efficiency: a practical approach to evaluation

An article written with Livio De Chicchis about a practical approach to the evaluation of multiple benefits of energy efficiency, based on the mbenefits methodology. The general approach is summarised here, together with two case studies in which we were involved.

The article was published on the magazine Process Industry Informer last March.

Multiple benefits are defined as those economic effects generated by an energy efficiency project that go beyond energy savings. Every energy efficiency project can be associated with positive effects, the so-called non-energy benefits (NEBs), and negative ones (non-energy losses). An assessment of these effects by energy managers and technology providers can be important for three main reasons:

  • It adds economic value to the project, improving its economic indicators.
  • Since it requires a more thorough analysis, it allows to operate in a de-risking perspective, reducing the perceived risk associated with energy efficiency.
  • It facilitates the acceptance of energy efficiency projects, since it allows to highlight to decision makers and managers in charge of different departments the effects of the energy efficiency projects that are in line with their specific targets and priorities. 

Considering that the cost of energy efficiency tends to rise over the years, due to the increasing difficulty in introducing additional optimisations, the evaluation of non-energy benefits allows to counterbalance such issue.

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Papaveri, consenso e 2 giugno

papavero (c) Dario Di Santo

Mentre andavo ieri in ufficio mi sono goduto famiglie di papaveri emergere sopra un campo di grano. La natura sa trovare modi molto eleganti e rispettosi per consentire ai vari esseri di trovare il proprio spazio vitale.
Anche noi uomini sappiamo farlo, talvolta anche meglio. Peccato che negli ultimi anni esercitiamo raramente quest’arte, troppo presi da pregiudizi, narcisismo e voglia di sopraffazione. Troppo tesi alla ricerca di consenso.
Ma chi l’ha detto che dobbiamo vivere per cercare il consenso? Perché non portare avanti ciò in cui crediamo e che sappiamo essere giusto, anche se costa fatica? Perché non provare ad ascoltare chi abbiamo di fronte e a trovare soluzioni condivise? E perché scrivere solo post e articoli corti perché la gente non legge? Dove andiamo così di fretta e cosa speriamo di ottenere?
Certo non produttività. Certo non relazioni. Certo non pienezza.
Abbiamo una repubblica, abbiamo libertà, abbiamo tanti modi per sfruttare al meglio entrambe. Auguro a tutti noi di riuscire a investire energie nel riuscirci!
Buona Festa della Repubblica!

Un piano di azione per riqualificare gli edifici

FIRE Buona pratica settore energetico

Riqualificare gli edifici ci serve sia per rendere migliori, più confortevoli e sicuri i luoghi dove passiamo buona parte della mia vita, sia per rispondere alla sfida del cambiamento climatico. Abbiamo a disposizione numerose opportunità di intervento. Alcune molto convenienti, altre, come il rinnovamento dell’involucro edilizio, costose. Con una strategia e strumenti adeguati è comunque possibile riuscire ad intervenire in modo sostenibile dal punto di vista economico. Non so se sarà possibile raggiungere gli obiettivi comunitari – cosa che dipenderà anche da come verranno definiti – ma non è questo il punto. Ci conviene intervenire per vivere meglio e stimolare la nostra economia.

Articolo pubblicato originariamente su Quotidiano Energia.

Visto che si parla di PNIEC, ossia del Piano nazionale integrato energia e clima, l’Italia ha un’urgenza: mettere in piedi una strategia credibile e solida per riqualificare il parco immobiliare e il settore dei trasporti. La ragione non sta tanto negli obiettivi legati al pacchetto europeo Fit for 55, quanto a due considerazioni di base. La prima è che questi due settori continuano ad affossare gli indicatori energetici ed ambientali nel nostro Paese, come risulta anche dal rapporto annuale Efficiency and decarbonization indicators in Italy and in the biggest European Countries, la cui edizione 2023 è stata appena pubblicata dall’Ispra. La seconda è che i edifici e trasporti sono da noi responsabili del 75% dei consumi finali di energia e dunque presentano i margini maggiori di intervento. Di seguito alcune considerazioni di FIRE sul settore degli edifici, basate sui commenti inviati al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) per rispondere alla consultazione sul Piano nazionale.

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La sfida della decarbonizzazione

FIRE decarbonizzazione e sostenibilità

La sfida della decarbonizzazione per l’Italia è fondamentale. L’ha ribadito l’ultimo rapporto dell’IPCC. La domanda per le imprese è quanto e come pesino sulla loro visione il cambiamento climatico e le sue conseguenze pratiche. Quanto questo ha modificato la loro missione, le loro strategie e le proposte di valore dei loro prodotti e servizi. Sono domande importanti a cui dedicare tempo perché dalle risposte dipenderà in buona parte la loro competitività nei prossimi anni.

Pubblicato sulla newsletter FIRE del 2 maggio.

Il Sesto Assessment Report dell’IPCC è stato pubblicato pochi mesi fa. Lo scenario futuro si è fatto ancora più cupo e la necessità di intervento ancora più impellente. Forse anche per questo non se n’è praticamente parlato sui media. Eppure l’Italia è il Paese industrializzato che più andrà a perdere dalle trasformazioni in atto. L’impatto sull’agricoltura e sull’industria agroalimentare, così come sulle risorse naturali e sul turismo, rischia infatti di essere devastante. Ma forse, come appare dalla tanto discussa campagna sul turismo con protagonista la Venere di Botticelli, ancora si pensa che la gente si sposti solo per vedere monumenti e musei. Temo che non sarà un bel risveglio.

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