Energy manager ed EGE

Alcune considerazioni rapide su energy manager ed esperti in gestione dell’energia.

Come ben noto, una delle figure del panorama energetico per cui la certificazione EGE può rivelarsi utile è quella dell’energy manager, ossia del soggetto deputato a monitorare i consumi energetici e individuare le varie iniziative volte all’uso razionale dell’energia disponibili per le imprese o gli enti che si avvalgono della sua azione. 

Gli energy manager possono essere individuati fra i dipendenti dell’organizzazione o come consulenti esterni. Nel secondo caso appare evidente come un esperto in gestione dell’energia sia caldamente raccomandabile, visto che la competenza in materia risulta determinante. 

Nel primo caso molto dipende dalle dimensioni e dall’organizzazione interna dell’organizzazione nominante: nelle grandi realtà, infatti, è opportuno che l’energy manager sia un dirigente, in modo da poter incidere in modo adeguato sulle scelte energetiche aziendali. Questo non sempre è compatibile con una certificazione EGE, in quanto in genere un profilo di alto livello non svolge in prima persona i compiti obbligatori necessari per la certificazione e il mantenimento della stessa (come, ad esempio, la diagnosi energetica), anche laddove abbia competenze in energy management. In ogni caso, anche laddove non avesse le competenze energetiche, è facile ovviare con collaboratori interni opportunamente qualificati o, ancora meglio, certificati EGE. Vi sono comunque numerosi casi di energy manager inquadrati come quadri o, addirittura, semplici dipendenti. 

Ad ogni modo, quello che più conta è che continui a rafforzarsi il ruolo degli energy manager, che l’inquadramento scelto, nel caso di dipendenti interni, sia sufficientemente elevato in modo da renderne l’azione efficace, e che siano si diffondano nelle organizzazioni medio grandi persone certificate EGE. Conviene inoltre ricordare che l’ideale un sistema di gestione dell’energia 

Può essere interessante a questo proposito dare qualche numero. Qui ci riferiamo agli energy manager nominati ai sensi della legge 10/1991, di cui la FIRE gestisce le nomine su incarico da parte del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Nel 2022 sono state 824 le nomine di energy manager certificato EGE su 2.269. Di queste 322 fra i nominati interni (21% del totale) e 502 fra i consulenti esterni (71% del totale). 

Il secondo dato continua a migliorare, come auspicabile. Il primo dato è invece stabile, ma occorre considerare che non va preso come una misura degli energy manager competenti nominati come dipendenti: spesso, infatti, anche persone con le caratteristiche per certificarsi non lo fanno perché non risulta di interesse per l’organizzazione nominante, né per l’interessato. Non sono infatti previsti particolari benefici, se non la possibilità di effettuare in autonomia le diagnosi energetiche o di presentare in modo diretto progetti nell’ambito dello schema dei certificati bianchi (entrambe opzioni per cui comunque molte realtà preferiscono rivolgersi a ESCO o EGE esterni).

Cosa cambierà con la nuova norma UNI CEI 11339? Sicuramente una maggiore integrazione con le politiche di decarbonizzazione e sostenibilità delle imprese e degli enti. Le nuove competenze richieste, infatti, sono più in linea con le attuali esigenze delle organizzazioni e con quanto previsto dalle nuove direttive (non solo quelle sull’energia, ma anche quelle più generali come quella sulla reportistica di sostenibilità o con il regolamento sulla tassonomia, nonché con le opportunità di monitoraggio evoluto e automazione legate alla digitalizzazione).In conclusione l’abbinata energy manager – EGE continua a rafforzarsi e auspichiamo possa consentire di velocizzare il percorso di transizione energetica per imprese ed enti attivi nel nostro Paese e, come FIRE, siamo lieti di avere attivamente contribuito nei tavoli del CTI all’aggiornamento della norma tecnica.

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