Cultura dell’energia ed energy manager

figura tratta da smart city radio24

La crescita degli energy manager è un buon segnale: ci dice che aumenta la sensibilità verso i temi energetici e ambientali e, considerando anche la crescita delle organizzazioni certificate ISO 50001, che migliora la possibilità di vedere realizzati interventi volti a un utilizzo razionale dell’energia. Meno bene, purtroppo, il dato sulla pubblica amministrazione. Ne abbiamo parlato con Maurizio Melis nell’intervista radiofonica su Smart City, la trasmissione di Radio 24, il 26 giugno.

La decarbonizzazione richiesta dall’Accordo di Parigi sul clima, come ho ricordato ad esempio nell’audizione alla X Commissione della Camera e a Enermanagement, non può che passare attraverso un cambiamento comportamentale rilevante. Non basterà infatti efficientare l’uso delle risorse in ottica politiche correnti. Occorre dunque insistere con l’informazione e la formazione, per diffondere sempre più una cultura dell’energia e qualificare i professionisti e gli operatori di settore.

Fra questi, un ruolo importante lo ricopre l’energy manager, figura dedicata a monitorare l’uso e a individuare azioni di efficientamento delle risorse energetiche, obbligatoria per i grandi e medi consumatori di energia in base alla legge 10/1991. Gli energy manager sono in crescita, segno che la sensibilità ai temi energetici aumenta e che la sensibilizzazione continua da parte di FIRE sortisce degli effetti. Per le nomine dei soggetti obbligati si è passati dai 1.475 energy manager del 2014 ai 1.618 del 2018. Considerando anche le nomine dei soggetti non obbligati il numero è passato da 2.103 a 2.382.

Crescono nel contempo anche le organizzazioni certificate ISO 50001. Un dato importante, perché il sistema di gestione dell’energia previsto dalla norma citata non solo aiuta le imprese e gli enti a consumare meno energia, in un’ottica di miglioramento continuo, ma porta anche a un cambiamento di attitudini e comportamenti che è ancora più importante nell’ottica del contrasto ai cambiamenti climatici.

Oltre a parlare di energy manager, l’occasione è servita anche per presentare la nuova edizione del Premio per energy manager FIRE, il cui bando è al momento aperto, e per ricordare come l’intelligenza artificiale, insieme all’analisi dei big data e agli sviluppi dell’internet of things, può già oggi consentire di conseguire risparmi energetici consistenti con investimenti limitati. Alcune soluzioni sono state presentate nell’ultima conferenza Enermanagement.

Di seguito l’intervista radiofonica.

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