Intervista su ISO 50001 a Smart city su Radio24

L’intervista a Dario Di Santo sul tema dei sistemi di gestione dell’energia (ISO 50001) alla trasmissione Smart city, la città intelligente, il programma condotto da Maurizio Melis su Radio 24.

L’Italia presenta solo 135 siti di aziende certificate ISO 50001, contro i 2.044 della Germania. Un punto di partenza per una riflessione sulla scarsa applicazione di una norma che aiuterebbe le imprese a fare molta più efficienza, anche in un’ottica di miglioramento produttivo e di competitività.

Si chiude con la proposta FIRE di subordinare gli sconti agli energivori al possesso della certificazione.

www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idpuntata=gSLA733uX&date=2013-11-06&idprogramma=smart-city

 

Intervista sulle attività della FIRE per l’Installatore italiano

Intervista rilasciata alla rivista l’Installatore italiano relative ai soci, agli energy manager e agli EGE.

Pubblicata su l’Installatore italiano.

Quando è nata l’associazione con quali obiettivi e come si è sviluppata nel tempo?

La FIRE è un’associazione tecnico-scientifica senza scopo di lucro nata nel 1987, fondata dalle due associazioni che rappresentavano allora gli energy manager e dall’ENEA. Per statuto promuove l’efficienza energetica in tutte le sue forme e la tutela dell’ambiente.

Dal 1992 ha ricevuto l’incarico a titolo non oneroso da parte del Ministero dell’industria (ora Ministero dello sviluppo economico) di gestire le nomine degli energy manager ai sensi della legge 10/91.

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Intervista su cartolarizzazione degli oneri di sistema

Intervista sulla proposta di cartolarizzazione degli oneri di sistema collegata al “decreto del fare 2”.

Pubblicato su: Agi Energia.

Qual è il suo parere sulla proposta del ministro Zanonato di spalmare gli incentivi per le energie rinnovabili in un arco di tempo maggiore, così da ridurre gli oneri di sistema nella componente A3 della bolletta?

Ritengo che in questo momento il Paese non abbia bisogno di palliativi, e gli sconti in bolletta sono concettualmente palliativi, in quanto non vanno a risolvere il problema strutturale del costo dell’energia in Italia ma introducono semplicemente una lieve riduzione dei costi che, tra l’altro va anche dimostrata, perché, oggi come oggi, tutti si preoccupano dei cosiddetti oneri di sistema ma nessuno parla di altre voci come gli oneri di dispacciamento, che sono raddoppiati negli ultimi sei mesi a 10 euro al megawattora. Se uno, per risparmiare 7 euro sui 37 al megawatt/ora di oneri di sistema, finisce per caricarne altrettanti su un’altra voce, significa che toccava pensare qualcosa di meglio per risolvere questo problema.
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