Efficienza energetica per le industrie nella crisi

La chiacchierata con Maurizio Melis di Radio24 sul tema dell’efficienza energetica per le industrie nella crisi dei prezzi. Partendo da quello che si è fatto, ma soprattutto da quello che non si è fatto in termini di efficientamento energetico, arriviamo a parlare della visione che le imprese (ma anche la politica) devono avere del futuro. E della conseguente necessità di cambiare modelli di business, prodotti e servizi nell’ottica di un uso migliore e via via più ridotto dell’energia.

L’intervista è stata messa in onda il 10 ottobre nell’ambito di Smart City.

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La sostenibilità ambientale strumento di pace e prosperità

FIRE decarbonizzazione e sostenibilità

Beh, il titolo è un po’ altisonante, e non molto in linea con i contenuti generali di questa intervista rilasciata la scorsa settimana al magazine del GSE, ma si sa che i titolatori si muovono con logiche loro proprie. Ho deciso però di lasciarlo anche nel blog perché alla fine è un concetto che non solo ho espresso nel testo, ma a cui credo fermamente. È parte della mia visione e anche di quella di FIRE. E mi ricorda il tema di maturità, in cui trattai proprio il tema del divario fra nord e sud del mondo, la necessità di trovare un equità sociale e il ruolo della sostenibilità ambientale in tutto questo. Per il resto troverete nell’intervista temi legati alle sfide che ci troviamo ad affrontare sul fronte energetico. Buona lettura.

Direttore, parliamo del ruolo di FIRE nel panorama energetico italiano

FIRE – Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia – nasce nel 1987 con lo scopo di promuovere l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e la sostenibilità ambientale. Si rivolge a chi opera nel settore, sia lato consumatori di energia, sia lato offerta (produttori di tecnologie, utility ESCO, consulenti) offrendo attività di networking, condivisione di buone pratiche, produzione di documenti di posizionamento per favorire l’uso razionale dell’energia, formazione a 360° sull’energy management e i temi energetici, indagini e studi di settore e di mercato, attività di cooperazione internazionale e consulenze mirate. 

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Transizione energetica e PNRR

FIRE decarbonizzazione e sostenibilità

Testo dell’intervista rilasciata lo scorso luglio su transizione energetica e PNRR, con un focus sull’efficienza energetica. La pubblico in ritardo perché è una delle tante attività svolte lo scorso anno e non passate sul blog. Penso contenga qualche spunto interessante anche oggi. L’articolo è apparso su Transizione ecologica Italia.

Il Pnrr, sul fronte energetico, punta alle rinnovabili. Posto che i miracoli non esistono, com’è posizionata l’Italia rispetto agli obiettivi dell’accordo di Parigi e alle strategie contenute nel piano?

Diciamo che il PNRR si fonda su un uso più razionale dell’energia, rinnovabili senza dubbio, ma anche efficientamento energetico nei vari settori, con una maggiore destinazione delle risorse a edifici e mobilità. Si tratta di un piano importante, visto che il PNRR da solo cuba per l’Italia oltre 191 miliardi di euro, che arrivano a 235 miliardi di euro considerando anche React EU e il fondo complementare. Tanto per avere un termine di paragone, il PNIEC prevedeva un investimento cumulato aggiuntivo rispetto alle politiche correnti di circa 185 miliardi di euro. Evidentemente il PNRR risponde ad esigenze più ampie e collegate al rilancio dell’economia nei Paesi Membri, ma se ne intuisce la portata sull’azione di decarbonizzazione.

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Dipendenza dal gas e soluzioni

gasdotto

Il testo di un’intervista rilasciata a Donna Moderna sul tema della dipendenza dal gas naturale e sulle soluzioni a disposizione. Non risolveremo il problema in pochi mesi, ma se il cambiamento climatico non era abbastanza – a proposito, il nuovo rapporto IPCC è ancora più netto su quello che si prospetta per tutti noi – la guerra in Ucraina non può che spingerci ad accelerare un processo. Come nei migliori paradossi, la spinta arriva da chi ha meno interesse a muoverla.

A quanto ammonta il fabbisogno italiano di energia? Quali sono le principali fonti di approvvigionamento.

Nel 2019, anno prepandemia, il consumo interno lordo ammontava a circa 155 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep). Di queste, circa 61 Mtep erano riferite al gas naturale, utilizzato al 41% per la generazione elettrica e la cogenerazione – poco meno della metà delle fonti impiegate a tale scopo; le rinnovabili erano al 34% –, al 38% per gli edifici e al 13% per l’industria. Il gas rappresenta dunque una fonte fondamentale per il nostro Paese, non facile da sostituire in tempi brevi nemmeno in quantità limitate. È dunque importante non solo quanto ne usiamo, ma anche da dove arriva, e negli ultimi anni la dipendenza dalla Russia è purtroppo cresciuta eccessivamente.

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Caro energia: sfruttiamo l’efficienza energetica

FIRE energy efficiency first

Riporto di seguito il testo di un intervista rilasciata per adnkronos. L’efficienza energetica è un’opzione fondamentale che abbiamo per ridurre la dipendenza dall’estero, l’impatto del caro energia e i costi della transizione energetica. Sta a noi approfittarne, che ci si trovi in famiglia, in un’impresa o in un ente. Vediamo sinteticamente come.

Di fronte al caro bollette, agli obiettivi di transizione ecologica e di sicurezza energetica del Paese, che ruolo può avere l’efficientamento energetico?

Meno energia consumiamo, meno dipendiamo dall’estero, meno necessità abbiamo di investire in nuove centrali e nelle reti, meno elettricità, gas e altri combustibili dobbiamo comprare (e dunque le bollette si alleggeriscono) e, ovviamente, meno emissioni produciamo, sia di gas serra, sia di inquinanti. Aggiungiamo che la filiera nazionale di settore è ampia e interessa il manifatturiero, le costruzioni, i servizi e l’energia e capiamo come la scelta dell’Unione europea di introdurre alcuni anni fa il principio “prima l’efficienza energetica” abbia perfettamente senso. 

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