Oltre la ISO 50001: l’evoluzione dell’energy management nell’industria

finstral sede

L’industria continuerà a giocare un ruolo importante nella decarbonizzazione necessaria per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sempre più dovrà considerare l’energia come una leva fondante del proprio business, su cui pensare i propri prodotti, ottimizzare i processi e rivedere la catena del valore e le filiere. Due sono gli elementi fondanti del cambiamento: l’ICT (e dunque industria 4.0) e il coinvolgimento del personale nei processi decisionali. I sistemi di gestione dell’energia sono utili anche perché pongono le basi per queste trasformazioni, se correttamente applicati. In questo processo l’energy manager avrà un ruolo importante, sempre più intrecciato con l’uso delle risorse e la sostenibilità. Ho parlato di questi temi al convegno organizzato da Finstral nella sede Auna di Sotto (BZ).

Un sistema di gestione dell’energia ben implementato non consente solamente di ottenere risparmi energetici. Se la definizione di una politica energetica e di un piano di azione appropriati, a valle dell’analisi energetica, consentono di ottenere buoni risultati sul piano energetico, sono due gli elementi che rendono la ISO 50001 uno strumento valido per innovare e rendere più competitiva un’impresa nel medio-lungo periodo: il monitoraggio e il coinvolgimento del personale.

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SEN e trend per le imprese

Impresa giugno 2017

La Strategia energetica nazionale in consultazione delinea alcune priorità per il prossimo decennio: decarbonizzazione, riduzione del costo dell’energia e dei rischi di approvvigionamento, rinnovabili ed efficienza energetica. L’uso intelligente dell’energia sarà una delle priorità per le imprese per rispondere a questi obiettivi, come peraltro ricordato da Confindustria nella recente presentazione del Rapporto sull’efficienza energetica. Su questi temi è uscito un articolo sul numero di giugno del mensile l’Impresa, che riprende alcuni spunti sull’andamento dei consumi, il confronto fra l’Italia e gli altri Paesi e le strategie emergenti per l’efficienza energetica. Di seguito alcune considerazioni al riguardo e l’articolo citato.

Pubblicato su l’Impresa di giugno 2017.

Consumi: tendenze per le imprese

Dal 1995 al 2014 alcuni settori hanno evidenziato una forte crescita dei consumi, in particolare il terziario e il residenziale, mentre altri, fra cui spicca l’industria in termini di contributo complessivo, mostrano una riduzione (figura 1). Il contributo ai consumi finali di energia è disponibile in figura 2. L’andamento dei consumi non consente però di trarre informazioni sull’efficienza energetica. Le riduzioni possono infatti essere imputate a vari fattori (e.g. variazioni della produzione e strutturali, modifiche nella popolazione, clima, etc.).

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Nuove frontiere dell’energy management

energy management of trump's hair

L’intervento sull’evoluzione dell’approccio alla gestione dell’energia nelle imprese, alla luce delle trasformazioni del mercato, di industria 4.0 e dell’Accordo di Parigi (con buona pace di Trump) alla conferenza organizzata dalla Fondazione Megalia. Nella presentazione ho illustrato alcuni elementi sull’indagine svolta sui benefici multipli dell’efficienza energetica che saranno approfonditi nel Rapporto annuale sugli energy manager che sarà presentato il prossimo 7 luglio al MiSE. E, dopo gli esempi di imprese che hanno abbracciato una visione olistica dell’energy management – rivolta non solo al proprio interno, ma anche alla catena di distribuzione e all’uso dei propri prodotti e servizi da parte dei clienti – ho lasciato il compito per casa che vedete sopra nell’immagine: come fare la messa in piega in modo efficiente al ciuffo di Trump. Siete liberi di fare proposte al riguardo, ovviamente!

Il presidente degli Stati Uniti evidentemente ha annunciato la decisione di uscire dall’Accordo di Parigi adducendo motivazioni inconsistenti se non risibili. Un chiaro esempio di come si possa negare qualunque fatto o realtà senza portare nessuna prova a sostegno delle proprie tesi. Peccato ci sia di mezzo il nostro destino… Di certo una notizia non buona per la comunità internazionale, ma l’elemento confortante è che sono le imprese leader di mercato ad aver avviato un cambiamento di approccio alla gestione dell’energia negli scorsi anni che risponde agli stimoli di Parigi.

L’efficienza energetica non è che una delle leve a disposizione per ridurre l’impatto delle emissioni climalteranti sul clima. Oggi le imprese, per rimanere competitive, sono chiamate a ripensare i propri prodotti e servizi, affinché siano meno impattanti nella fabbricazione e nell’utilizzo finale. Questo comporta una revisione della catena di valore delle imprese, che parte dall’efficientamento della filiera di approvvigionamento e passa per una migliore gestione di tutte le risorse e per l’applicazione dei principi dell’economia circolare, in sinergia con l’energy management presso i propri siti  produttivi.

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Intervista per il Festival dell’energia 2017

intervista dario di santo festival energia

Breve intervista per il Festival dell’energia 2017. Energia responsabile, certificati bianchi ed energy manager i temi affrontati.

Pubblicato su: www.festivaldellenergia.it.

In linea con il concept del Festival dell’Energia 2017, Ing. Di Santo può raccontarci la sua idea e visione di energia responsabile?

Usare l’energia quando serve e nel miglior modo possibile. L’impiego responsabile delle risorse – fondamentale non solo per migliorare l’ambiente, ma per la nostra stessa sopravvivenza – richiede un ripensamento di prodotti, servizi e sistemi produttivi per le imprese, così come un cambiamento delle abitudini per i cittadini. L’aspetto interessante è che questa trasformazione, per quanto non semplice, porterà benefici multipli alla società e maggiore ricchezza, mettendo in moto la parte sana dell’economia.

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Certificati bianchi: una nuova fase partendo da mercato, misura e addizionalità

certificati bianchi mercato addizionalità

I certificati bianchi entrano in una nuova fase con le linee guida del D.M. 11 gennaio 2017. Nuovi progetti ammissibili e metodologie per la valutazione dei risparmi energetici, nuovi criteri sulla misura, ruoli meglio definiti per proponenti e titolari dei progetti sono alcuni degli elementi che le caratterizzano. Gli strumenti di supporto previsti, come le guide operative settoriali e un dialogo costruttivo con gli operatori, dovranno offrire risposte ai principali temi: obiettivi da raggiungere, mercato, complessità delle regole, misura, baseline e addizionalità. Di questi aspetti parlo nella presentazione tenuta come introduzione alla sesta conferenza annuale FIRE sui TEE.

Lo schema dei certificati bianchi ha consentito di conseguire risultati ragguardevoli, con oltre 24 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep) addizionali risparmiate. Le nuove linee guida, emanate ad aprile con la pubblicazione del D.M. 11 gennaio 2017, sono viste dagli operatori con una certa cautela in merito a temi quali la misura dei consumi ante intervento, l’addizionalità, i progetti ammissibili e i campioni da sottoporre a misura nei nuovi progetti standard, ma anche con un atteggiamento positivo, confidando in una maggiore opportunità di dialogo e confronto con le istituzioni.

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