Certificati bianchi: una nuova fase partendo da mercato, misura e addizionalità

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I certificati bianchi entrano in una nuova fase con le linee guida del D.M. 11 gennaio 2017. Nuovi progetti ammissibili e metodologie per la valutazione dei risparmi energetici, nuovi criteri sulla misura, ruoli meglio definiti per proponenti e titolari dei progetti sono alcuni degli elementi che le caratterizzano. Gli strumenti di supporto previsti, come le guide operative settoriali e un dialogo costruttivo con gli operatori, dovranno offrire risposte ai principali temi: obiettivi da raggiungere, mercato, complessità delle regole, misura, baseline e addizionalità. Di questi aspetti parlo nella presentazione tenuta come introduzione alla sesta conferenza annuale FIRE sui TEE.

Lo schema dei certificati bianchi ha consentito di conseguire risultati ragguardevoli, con oltre 24 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep) addizionali risparmiate. Le nuove linee guida, emanate ad aprile con la pubblicazione del D.M. 11 gennaio 2017, sono viste dagli operatori con una certa cautela in merito a temi quali la misura dei consumi ante intervento, l’addizionalità, i progetti ammissibili e i campioni da sottoporre a misura nei nuovi progetti standard, ma anche con un atteggiamento positivo, confidando in una maggiore opportunità di dialogo e confronto con le istituzioni.

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Certificati bianchi: una panoramica

L’articolo scritto a inizio aprile per fare una panoramica dello schema dei TEE. Uno sguardo veloce su risultati ottenuti, obiettivi e mercato e problemi aperti. Lo schema indubbiamente si presenta come una buona pratica a livello internazionale e il bilancio dall’avvio non può che essere considerato positivo. È ora il momento di intervenire per superare alcune difficoltà e problematiche manifestatesi negli ultimi due anni e per lanciare il meccanismo verso il 2020.

Pubblicato sul numero di aprile della rivista Qualenergia.

L’Accordo di Parigi sul clima siglato lo scorso dicembre rappresenta una svolta epocale nell’approccio alla gestione delle risorse disponibili nel nostro Pianeta. Non impone solo politiche, che i singoli Stati potranno implementare con maggiore o minore cura, ma soprattutto indica un percorso evolutivo per il mondo produttivo, i cui attori dovranno da subito cominciare a ripensare prodotti, servizi, proposta e catena di valore se vorranno svolgere un ruolo da protagonisti e rimanere competitivi. Nel percorso rivolto al contenimento dell’aumento delle temperature nei 2°C l’efficienza energetica dovrebbe svolgere la parte del leone (coprendo circa il 50% dell’obiettivo secondo le stime dell’Agenzia internazionale dell’energia).

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Non di sola addizionalità vivono i certificati bianchi

In vista dell’emanazione delle linee guida sui certificati bianchi continua il dibattito sui temi principali. Fra questi merita attenzione l’addizionalità, uno degli aspetti più interessanti e complessi da gestire e su cui da sempre si cerca di trovare il giusto equilibrio fra le esigenze dei policy maker, dei valutatori e degli operatori. L’addizionalità, però, è solo uno degli elementi alla base dell’efficacia di un meccanismo di incentivazione. Efficacia di cui si parla poco e in genere riferendosi al costo specifico dello schema (che però non è di per sé non fornisce indicazioni in tal senso). Nell’articolo che segue ho provato a sintetizzare altri elementi meno considerati ma ugualmente importanti da questo punto di vista: la materialità e il livello di incentivazione.

Pubblicato su: Qualenergia.

Di recente Emanuele Regalini ha pubblicato la prima parte di un suo interessante documento sull’addizionalità, in cui illustra con molta chiarezza il tema, in particolare in collegamento allo schema dei certificati bianchi. È una lettura che consiglio, sia per la qualità, sia perché non è facile trovare testi in Italiano che trattino l’argomento, anche se l’opera non è ancora completa (manca la parte sulle proposte che l’autore sta scrivendo).

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Certificati bianchi verso una nuova fase alla luce delle esperienze UE

Lo schema dei TEE ha consentito di raggiungere obiettivi ambiziosi ed una buona pratica a livello europeo. Al momento sta attraversando una fase di transizione che lo porterà, previa emissione delle nuove linee guida, verso gli obiettivi al 2020. Nella presentazione vengono illustrati alcuni elementi fondamentali: target e risultati, costi, problematiche e temi cruciali da affrontare.

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Certificati bianchi: perché si cambia, quali proposte

La presentazione sugli obiettivi della consultazione del Ministero dello sviluppo economico sulla revisione delle linee guida sui certificati bianchi, il principale schema di supporto agli interventi di efficienza energetica in vigore in Italia, illustrata al convegno FIRE sui TEE svoltosi a Rimini il 5 novembre nell’ambito di Ecomondo-KeyEnergy. Temi affrontati: motivazioni per il cambiamento, orientamenti sulle modifiche e considerazioni di FIRE in merito.

Atti del convegno disponibili su www.fire-italia.org.