Riqualificazione energetica degli edifici pubblici: le linee guida Eurostat

linee guida Eurostat

In post passati avevo segnalato come l’approccio ai contratti EPC per la riqualificazione degli edifici pubblici da parte di Eurostat – che oltre a gestire le statistiche a livello comunitario monitora anche il rispetto del Patto di stabilità per la pubblica amministrazione – fosse piuttosto penalizzante. In sostanza il finanziamento tramite terzi risultava difficilmente utilizzabile senza iscrivere gli investimenti realizzati a bilancio, rendendo percorribile solo la strada dei contratti di servizio, sempre rischiosa in presenza di quote di lavori consistenti.  In seguito alla pressione ricevuta da molti Paesi membri, Eurostat è intervenuta nuovamente sul tema, modificando in modo piuttosto radicale la visione nel merito e rendendo il partenariato pubblico privato e gli appalti di lavori in relazione ai contratti EPC pubblici nuovamente una possibilità.

Di seguito la sintesi scritta per la newsletter di FIRE.

La proposta di Strategia energetica nazionale (SEN), su cui FIRE ha predisposto un documento di proposte di cui consiglio la lettura, ribadisce giustamente l’importanza dei contratti di rendimento energetico (EPC) per favorire la riqualificazione energetica di edifici e processi. Si tratta infatti di uno strumento che consente non solo di ottenere la garanzia delle prestazioni sui progetti di efficientamento energetico realizzato per la durata del contratto, ma anche di facilitare l’accesso alle risorse finanziarie di terzi, venendo incontro così alle esigenze dei soggetti che non dispongono di sufficiente equity da investire.

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Energia e sanità: strumenti per ridurre la spesa e migliorare i servizi

energy manager sanità

La sanità non solo vale il 9% del PIL italiano in termini di spesa, ma rappresenta l’utenza più energivora nel settore dei servizi, con energy manager che gestiscono consumi comparabili con alcune medie imprese industriali. Di seguito riporto un articolo scritto con Beppe Tomassetti e Stefano D’Ambrosio e la presentazione, tenuta al convegno [email protected] organizzato da FPA, in cui ho fornito alcuni dati fondamentali sul settore e illustrato gli strumenti essenziali per gestire al meglio l’energia, collegandola al core business aziendale. Ho inoltre mostrato alcuni esempi di applicazione di contratti EPC con finanziamento tramite terzi in strutture sanitarie.

Gli atti del convegno saranno disponibili sul sito www.innovazioneperlasalute.it.

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Energy performance contracting

L’EPC è uno strumento fondamentale per riqualificare energicamente immobili e impianti industriali. Nella presentazione introduttiva alla conferenza annuale FIRE ne illustro le caratteristiche di base, partendo dal contesto di riferimento. Fondamentali per lo sviluppo dell’EPC sono le ESCO, la misura e verifica dei risparmi (IPMVP), e la diffusione delle necessarie competenze energetiche, economiche e giuridiche. 

L’energy performance contracting (EPC) è uno degli strumenti più interessanti per realizzare interventi di efficienza energetica nel settore pubblico e privato. Si tratta di riqualificare edifici e impianti attraverso un contratto di servizio energetico con contratto a garanzia dei risultati e canone collegato al livello di prestazione energetica raggiunta. Oltre a consentire di realizzare interventi complessi presso consumatori senza competenze tecniche (come famiglie e PMI), l’EPC favorisce il finanziamento tramite terzi, ossia la possibilità di ripagare l’impianto attraverso il canone di servizio.

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EPC e linee guida Eurostat

Come promesso ritorno brevemente sul tema dei contratti EPC e di quanto previsto dalle linee guida Eurostat pubblicate nel 2015, vista l’importanza del tema, che sarà tra l’altro al centro della conferenza FIRE Contratti EPC per la riqualificazione energetica degli edifici e dei processi industriali, in programma il 6 ottobre a Bologna.

Come evidenziato nell’articolo pubblicato prima dell’estate, le linee guida Eurostat rendono l’approccio ai contratti di performance piuttosto problematico, in particolare per la necessità di raggiungere un costo dell’investimento superiore alla metà del valore degli immobili riqualificati. Anche in risposta a qualche domanda ricevuta, e dopo alcuni scambi di opinioni, è utile fare qualche precisazione sintetica.

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Nuovo codice degli appalti e contratti EPC

Gli obiettivi fissati dalle politiche comunitarie e nazionali in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, rafforzati lo scorso anno dalla stipula dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, prevedono per la Pubblica Amministrazione un ruolo attivo non solo nella definizione di politiche territoriali, ma anche in relazione alle politiche di acquisto (green procurement) e alla riqualificazione del proprio parco immobiliare. Con il D.Lgs. 50/2016 è stato pubblicato il nuovo codice degli appalti, che introduce numerose novità su diversi fronti e che avrà un impatto non trascurabile anche sugli aspetti legati alla sostenibilità. Nell’articolo si sintetizzano alcuni aspetti fondamentali e si evidenziano negli appositi box alcuni elementi utili, come l’applicabilità dei contratti EPC con il conto termico e le linee guida Eurostat sulla contabilità dei contratti EPC.

Pubblicato su Ambiente&Sicurezza n. 11/2016.

Il nuovo codice degli appalti si applica ai bandi e agli avvisi di gara inviati a partire dal 19 aprile 2016 e alle procedure negoziate per le quali non siano stati inviati gli inviti ai soggetti individuati tramite l’apposita selezione. Rispetto al vecchio codice è stato decisamente ridotto il peso cartaceo della normativa di riferimento, passata dagli oltre 600 articoli presenti nel combinato del D.Lgs. 163/2006 e del D.P.R. 207/2010 ai 220 articoli che costituiscono quello nuovo.

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