SEN e trend per le imprese

Impresa giugno 2017

La Strategia energetica nazionale in consultazione delinea alcune priorità per il prossimo decennio: decarbonizzazione, riduzione del costo dell’energia e dei rischi di approvvigionamento, rinnovabili ed efficienza energetica. L’uso intelligente dell’energia sarà una delle priorità per le imprese per rispondere a questi obiettivi, come peraltro ricordato da Confindustria nella recente presentazione del Rapporto sull’efficienza energetica. Su questi temi è uscito un articolo sul numero di giugno del mensile l’Impresa, che riprende alcuni spunti sull’andamento dei consumi, il confronto fra l’Italia e gli altri Paesi e le strategie emergenti per l’efficienza energetica. Di seguito alcune considerazioni al riguardo e l’articolo citato.

Pubblicato su l’Impresa di giugno 2017.

Consumi: tendenze per le imprese

Dal 1995 al 2014 alcuni settori hanno evidenziato una forte crescita dei consumi, in particolare il terziario e il residenziale, mentre altri, fra cui spicca l’industria in termini di contributo complessivo, mostrano una riduzione (figura 1). Il contributo ai consumi finali di energia è disponibile in figura 2. L’andamento dei consumi non consente però di trarre informazioni sull’efficienza energetica. Le riduzioni possono infatti essere imputate a vari fattori (e.g. variazioni della produzione e strutturali, modifiche nella popolazione, clima, etc.).

figura 1 consumi settoriali nel tempo
Figura 1
figura 2 consumi per settore
Figura 2

A livello europeo è presente un’iniziativa (progetto Odyssee-Mure), che si occupa di analizzare i consumi energetici in dettaglio, scomponendo i vari contributi che si traducono nella variazione dei consumi in un certo periodo di tempo. Le figure 3 e 4 consentono di osservare il risultato per l’industria e il terziario. Mentre nell’industria l’efficienza energetica è stata responsabile del 35% della riduzione dei consumi, mostrando una buona attenzione soprattutto da parte delle imprese caratterizzate dai maggiori consumi, nel settore dei servizi la situazione è molto negativa. Non a caso, e giustamente, le prime informazioni sulla Strategia energetica nazionale riportate dal ministro Calenda alle Commissioni industria riunite indicano negli edifici e nei trasporti i due ambiti su cui focalizzare l’attenzione nei prossimi anni per raggiungere gli obiettivi comunitari e proseguire nel percorso tracciato dall’Accordo sul clima di Parigi.

figura 3 decomposizione consumi industria
Figura 3
figura 4 decomposizione consumi terziario
Figura 4

Confronto internazionale

I confronti con gli altri Paesi non sono mai semplici, perché occorre tenere in conto molteplici fattori che possono influenzare più o meno i risultati a seconda dei pesi assegnati. In pratica un indicatore di confronto noto e utilizzato da lungo tempo è l’intensità energetica, che rappresenta la quantità di energia necessaria per produrre un’unità di PIL. L’Italia storicamente occupa le prime posizioni al mondo, specie considerando l’energia primaria. Nel tempo il vantaggio nei confronti degli altri Paesi si è però andato riducendo, anche per la maggiore difficoltà a individuare interventi caratterizzati da un basso indicatore costo/efficacia (figure 5 e 6).

figura 5 intensità energetica
Figura 5
figura 6 intensità energetica in Europa
Figura 6

Il limite di questo indicatore è che non tiene conto della struttura sociale e produttiva del Paese, né delle trasformazioni in atto. L’ACEEE (l’associazione americana per un’economia energeticamente efficiente) produce un rapporto annuale in cui prova a effettuare un confronto più ampio, considerando anche altri elementi. Anche in questo caso l’Italia mostra performance eccellenti, piazzandosi nel 2016 al secondo posto, insieme al Giappone e dietro solo alla Germania (figura 7).

figura 7 ACEEE energy efficiency scorecard
Figura 7

In definitiva l’Italia esce bene dai confronti internazionali, un risultato che affonda le sue radici in una storica attenzione all’uso delle risorse energetiche, legata sia alla scarsa disponibilità delle stesse, sia a una minore ricchezza rispetto ad altri Paesi in molte fasi storiche. La sfida è riuscire a mantenere tale posizionamento nel tempo, considerando che il costo marginale per produrre miglioramenti successivi, grandi innovazioni tecnologiche a parte, aumenta costantemente (e dunque nel tempo i Paesi più ricchi ed efficienti nella gestione delle risorse economiche possono sfruttare vantaggi strutturali).

Strategie emergenti per l’efficienza energetica

In base alle indagini svolte dalla FIRE annualmente e all’osservatorio sugli energy manager avviato nel 2016, le principali strategie che potranno portare a un deciso miglioramento dell’efficienza energetica per le imprese sono i seguenti: l’implementazione dei sistemi di gestione dell’energia (ISO 50001), la valutazione dei benefici multipli dell’efficienza energetica, la revisione di prodotti/servizi e della catena di distribuzione, e l’adozione di protocolli di misura e verifica dei risparmi solidi (e.g. IPMVP).

I primi tre elementi sono basati sulla comprensione che l’uso efficiente dell’energia, così come delle altre risorse, rappresenta un reale elemento di competitività per le imprese. Per avviare questa trasformazione è necessario quantificare i benefici associati al risparmio energetico (e.g. riduzione costi di manutenzione, miglioramento qualità prodotto/servizio, maggiore produttività, minori costi ambientali, riduzione dei rischi di approvvigionamento e produzione, etc.), coinvolgere tutte le funzioni aziendali nella gestione dell’energia, e rivedere tutta la filiera che porta dalle materie prime e dai semilavorati all’utilizzo del prodotto servizio da parte dell’utente finale. I protocolli di misura consentono invece di valutare con precisione i risparmi energetici – attività non semplice – garantendo alle imprese un maggiore controllo dei costi e favorendo il ricorso a contratti con garanzia di risultati e finanziamento tramite terzi.

Articolo pubblicato su l’Impresa di giugno2017

1 Comment

  1. Nel SEN si sottolinea l’importanza di migliorare il governo dei tempi di funzionamento degli impianti così come delle loro temperature di settaggio. Ciò per eliminare o almeno ridurre gli sprechi energetici, ancora notevoli. In quest’ottica è oggi possibile utilizzare i dati delle previsioni meteo a breve, aggiornati in continuo, per decidere giorno per giorno in quale momento accendere e in quale momento spegnere l’impianto. Questa sola strategia di gestione consente di realizzare sensibili risparmi, prima ancora di considerare l’eventuale riqualificazione dell’impianto.

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