Riqualificazione energetica degli edifici pubblici: le linee guida Eurostat

linee guida Eurostat

In post passati avevo segnalato come l’approccio ai contratti EPC per la riqualificazione degli edifici pubblici da parte di Eurostat – che oltre a gestire le statistiche a livello comunitario monitora anche il rispetto del Patto di stabilità per la pubblica amministrazione – fosse piuttosto penalizzante. In sostanza il finanziamento tramite terzi risultava difficilmente utilizzabile senza iscrivere gli investimenti realizzati a bilancio, rendendo percorribile solo la strada dei contratti di servizio, sempre rischiosa in presenza di quote di lavori consistenti.  In seguito alla pressione ricevuta da molti Paesi membri, Eurostat è intervenuta nuovamente sul tema, modificando in modo piuttosto radicale la visione nel merito e rendendo il partenariato pubblico privato e gli appalti di lavori in relazione ai contratti EPC pubblici nuovamente una possibilità.

Di seguito la sintesi scritta per la newsletter di FIRE.

La proposta di Strategia energetica nazionale (SEN), su cui FIRE ha predisposto un documento di proposte di cui consiglio la lettura, ribadisce giustamente l’importanza dei contratti di rendimento energetico (EPC) per favorire la riqualificazione energetica di edifici e processi. Si tratta infatti di uno strumento che consente non solo di ottenere la garanzia delle prestazioni sui progetti di efficientamento energetico realizzato per la durata del contratto, ma anche di facilitare l’accesso alle risorse finanziarie di terzi, venendo incontro così alle esigenze dei soggetti che non dispongono di sufficiente equity da investire.

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Oltre la ISO 50001: l’evoluzione dell’energy management nell’industria

finstral sede

L’industria continuerà a giocare un ruolo importante nella decarbonizzazione necessaria per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sempre più dovrà considerare l’energia come una leva fondante del proprio business, su cui pensare i propri prodotti, ottimizzare i processi e rivedere la catena del valore e le filiere. Due sono gli elementi fondanti del cambiamento: l’ICT (e dunque industria 4.0) e il coinvolgimento del personale nei processi decisionali. I sistemi di gestione dell’energia sono utili anche perché pongono le basi per queste trasformazioni, se correttamente applicati. In questo processo l’energy manager avrà un ruolo importante, sempre più intrecciato con l’uso delle risorse e la sostenibilità. Ho parlato di questi temi al convegno organizzato da Finstral nella sede Auna di Sotto (BZ).

Un sistema di gestione dell’energia ben implementato non consente solamente di ottenere risparmi energetici. Se la definizione di una politica energetica e di un piano di azione appropriati, a valle dell’analisi energetica, consentono di ottenere buoni risultati sul piano energetico, sono due gli elementi che rendono la ISO 50001 uno strumento valido per innovare e rendere più competitiva un’impresa nel medio-lungo periodo: il monitoraggio e il coinvolgimento del personale.

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Energia e sanità: strumenti per ridurre la spesa e migliorare i servizi

energy manager sanità

La sanità non solo vale il 9% del PIL italiano in termini di spesa, ma rappresenta l’utenza più energivora nel settore dei servizi, con energy manager che gestiscono consumi comparabili con alcune medie imprese industriali. Di seguito riporto un articolo scritto con Beppe Tomassetti e Stefano D’Ambrosio e la presentazione, tenuta al convegno [email protected] organizzato da FPA, in cui ho fornito alcuni dati fondamentali sul settore e illustrato gli strumenti essenziali per gestire al meglio l’energia, collegandola al core business aziendale. Ho inoltre mostrato alcuni esempi di applicazione di contratti EPC con finanziamento tramite terzi in strutture sanitarie.

Gli atti del convegno saranno disponibili sul sito www.innovazioneperlasalute.it.

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E il certificato bianco si impenna!

e il certificato bianco si impenna

Continua a crescere il prezzo dei certificati bianchi sul mercato spot, mentre lo schema dei TEE entra nella nuova fase e si avvicina al termine del periodo transitorio, in cui è possibile presentare progetti secondo le regole precedenti. Qualche dato sui progetti presentati, domanda e offerta, aspettative e risultati. E uno stimolo a riflettere sul contributo del meccanismo in relazione agli obblighi al 2020 e agli impegni della SEN.

Pubblicato su: qualenergia.it.

Qualcuno di voi ricorderà il tormentone “e la lira s’impenna”, che caratterizzava le video schede di apertura dei collegamenti della Gialappa’s band con Carcarlo Pravettoni (Paolo Hendel). Ai giorni nostri è il prezzo dei certificati bianchi ad impennarsi, senza gli effetti comici dei siparietti di Mai dire gol. Nelle ultime sessioni la crescita è ripresa e vale la pena dare qualche informazione al contorno.

La figura 1 mostra l’andamento dei prezzi negli ultimi anni e consente di cogliere già nei primi mesi del 2016 la rottura degli equilibri che avevano garantito per lungo tempo prezzi stabili. Sulle ragioni si è già scritto. In sostanza un mix fra il mercato corto, l’incertezza sul futuro e le regole di mercato. In merito al primo elemento, secondo l’indagine dell’Autorità sul mercato i distributori per la prima volta hanno raggiunto le quote d’obbligo minime nel mese di maggio. Il che fa pensare che una certa ritrosia ad acquistare a prezzi alti ci sia stata, ma anche che i margini di disponibilità siano stati insufficienti a farla prevalere sulla spinta al rialzo dei prezzi giocata dall’offerta. Come già evidenziato con il picco del 2014, peraltro, le regole di questo mercato si prestano ad assecondare variazioni anche consistenti dei prezzi stessi.

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SEN e trend per le imprese

Impresa giugno 2017

La Strategia energetica nazionale in consultazione delinea alcune priorità per il prossimo decennio: decarbonizzazione, riduzione del costo dell’energia e dei rischi di approvvigionamento, rinnovabili ed efficienza energetica. L’uso intelligente dell’energia sarà una delle priorità per le imprese per rispondere a questi obiettivi, come peraltro ricordato da Confindustria nella recente presentazione del Rapporto sull’efficienza energetica. Su questi temi è uscito un articolo sul numero di giugno del mensile l’Impresa, che riprende alcuni spunti sull’andamento dei consumi, il confronto fra l’Italia e gli altri Paesi e le strategie emergenti per l’efficienza energetica. Di seguito alcune considerazioni al riguardo e l’articolo citato.

Pubblicato su l’Impresa di giugno 2017.

Consumi: tendenze per le imprese

Dal 1995 al 2014 alcuni settori hanno evidenziato una forte crescita dei consumi, in particolare il terziario e il residenziale, mentre altri, fra cui spicca l’industria in termini di contributo complessivo, mostrano una riduzione (figura 1). Il contributo ai consumi finali di energia è disponibile in figura 2. L’andamento dei consumi non consente però di trarre informazioni sull’efficienza energetica. Le riduzioni possono infatti essere imputate a vari fattori (e.g. variazioni della produzione e strutturali, modifiche nella popolazione, clima, etc.).

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